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Bruxismo e Acufene: qual è la relazione?

Ti è già capitato di sentir parlare di acufene? Si parla di acufene per indicare la sensazione di fischio all’orecchio o di ronzio che nasce a seguito di un’irritazione o di un’infiammazione del nervo acustico. Il bruxismo, invece, è il disturbo che si concretizza nel digrignamento involontario dei denti. Tale movimento involontario può produrre, nel tempo, un malfunzionamento dell’articolazione temporo-mandibolare. In che modo acufene e bruxismo sono collegati fra loro? Scoprilo con noi.

Bruxismo: cos’è, le cause e le conseguenze

Termine greco che significa letteralmente digrignare o denti, il bruxismo è definito come un’attività parafunzionale involontaria che un soggetto compie soprattutto durante il sonno anche se potrebbe verificarsi anche nel periodo di veglia. L’attività di serrare i denti o digrignarli dura circa 5 o al massimo 10 secondi: l’operazione, sebbene sia inconscia, viene effettuata imprimendo molta forza allo sfregamento. Come dicevamo, il bruxismo si verifica molto più spesso durante le ore di sonno, in particolare durante lo stadio REM. A soffrire di questo disturbo è circa il 10% della popolazione mondiale, che ha sofferto almeno una volta nella vita di questo disturbo.
Se soffri di bruxismo da tempo potresti avvertire una stanchezza a livello dei muscoli mandibolari, oltre che una loro tensione. La tensione forzata dell’apparato muscolare della mandibola produce conseguenze non solo nel cavo orale ma anche su altre strutture del corpo.
A provocare il bruxismo concorrono diversi fattori, primi fra tutti quelli psicologici. Gli esperti sostengono che questo disturbo sia provocato da fattori quali l’ansia, lo stress, la tensione emotiva o la depressione. A questi si aggiungono poi squilibri nella masticazione e nella muscolatura masticatoria, oppure conseguenze di una malattia neurovegetativa pregressa. Inoltre, ad agevolare la comparsa del bruxismo vi sono le alterazioni del sistema nervoso o endocrino ma anche le infiammazioni, all’apparato gengivale e/o dentale prodotte da farmaci, fumo, e abuso di alcool o caffè.
Le conseguenze prodotte dal bruxismo dipendono dall’intensità e dalla frequenza del digrignamento. Se in alcuni casi le conseguenze sono trascurabili, in altri possono anche danneggiare altri apparati del tuo organismo.
Una delle prime conseguenze del bruxismo è che i denti si consumano soprattutto nell’area in cui le arcate si toccano. Oltre a consumarsi, i denti possono apparire fratturati nello smalto. A rovinarsi non sono solo i denti ma anche le gengive e le ossa della mascella: quando ciò avviene i denti diventano più mobili perché le gengive tendono a ritirarsi. A questo punto, quando il problema del bruxismo è in stato avanzato a subire le sue conseguenze è anche l’articolazione temporo-mandibolare. L’alterazione di questa articolazione produce un fischio all’orecchio molto fastidioso, oltre che dolore, cefalee e vertigini. Ad essere interessata potrebbe essere anche la colonna cervicale prima e vertebrale poi, con dolori acuti.

Bruxismo e acufene cause del disturbo

La tua articolazione temporo-mandibolare non funziona correttamente? Se è così è possibile che uno dei disturbi che avverti sia l’acufene. La correlazione fra l’acufene e l’articolazione mandibolare è stata studiata nel 1934 dall’otorinolaringoiatra Costen, medico statunitense che appurò che molti pazienti che lamentavano un acuto dolore all’orecchio, in realtà non mostravano alcun segno di infiammazione. Quindi, visto che tutti i pazienti avevano in comune il disturbo ma anche un orecchio perfettamente sano, Costen imputò il dolore a un cattivo funzionamento dell’articolazione temporo- mandibolare. Nonostante questa sia una teoria che affonda le sue radici a quasi un secolo fa, ad oggi non vi sono dati scientifici provati che indicano la correlazione fra questo sintomo e l’articolazione stessa.

Trattamento per il bruxismo: come cancellare l’acufene

Prima di trattare il bruxismo e gli acufeni è necessario ottenere una diagnosi. Dopo una prima visita probabilmente verrai sottoposto a una risonanza magnetica dell’articolazione temporo mandibolare. Per trattare il bruxismo uno dei primi consigli che ti verranno forniti prevederanno l’esecuzione di esercizi miofunzionali. Inoltre, il bruxismo si blocca con un dispositivo intraorale che è utile a modificare il rapporto dell’occlusione dentaria. Questo dispositivo serve anche a migliorare il rapporto fra l’articolazione della mandibola e l’orecchio.
Il trattamento del bruxismo tende anche ad intervenire su eventuali stati d’ansia, depressione e abitudini di vita errate, oltre che migliorare l’igiene del cavo orale: applicando tutti questi accorgimenti potrai migliorare non solo la condizione del digrignamento dei denti, ma debellare o diminuire i ronzi avvertiti nelle orecchie.

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