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Come comunicare con chi è affetto da deficit uditivi

Comunicare con le persone affette da problemi all’udito può essere molto complicato, non solo per motivi pratici, ma anche comportamentali. Spesso, infatti, al deficit uditivo può aggiungersi uno stato di disagio psicologico che tende ad acuire le difficoltà comunicative e relazionali del soggetto ipoudente. Se una persona manifesta tali problemi, è necessario dunque che i familiari imparino a parlarvi in modo diverso affinché non venga messa a disagio e sia motivata ad intraprendere le cure del caso.

Come parlare alle persone con deficit uditivi

Gli anziani e i bambini rappresentano le due fasce d’età più colpite dai problemi di udito, ma sono anche coloro che indubbiamente manifestano le maggiori difficoltà comunicative. Tuttavia, esistono delle linee guida che, con gli opportuni adattamenti, permettono di agevolare la comunicazione con i soggetti ipoudenti di ogni età. Nelle relazioni quotidiane occorre infatti adattarsi all’ascoltatore, modificando il proprio modo di parlare in funzione della tipologia di deficit uditivo e della sensibilità di quest’ultimo.

Deficit funzionali dell’orecchio medio

In presenza di un’ipoacusia trasmissiva, ovvero di un danno all’orecchio medio (causato ad esempio da otiti, perforazioni dei timpani, tappi di cerume) il soggetto è in grado di distinguere correttamente i suoni, ma li percepisce con un volume minore. Di conseguenza, può essere opportuno:

  • scandire le parole, senza distorcerne i suoni;
  • eliminare i rumori di sottofondo che possono sovrastare le voci;
  • parlare con calma e mettere l’interlocutore a proprio agio, senza provocargli ulteriore disagio sottolineando (direttamente o indirettamente) i suoi problemi di udito.

È invece sconsigliabile parlare a distanza eccessiva, (ad esempio da una stanza all’altra), specialmente se l’interlocutore è distratto o non si accorge di essere interpellato.

Deficit funzionali dell’orecchio interno

Le lesioni alla coclea o al nervo acustico (ipoacusia neurosensoriale) non determinano soltanto una perdita di volume, ma anche una distorsione più o meno accentuata dei suoni. In questi casi occorre prestare ancora più attenzione alla scelta delle parole e far leva sulla comunicazione visiva, adottando alcune semplici precauzioni:

  • non urlare, poiché alzare la voce può distorcere ulteriormente i suoni e indisporre l’interlocutore.
  • prima d’iniziare un discorso, posizionarsi di fronte all’interlocutore e chiamarlo per nome, così da richiamare la sua attenzione e consentirgli di leggere il labiale.
  • scandire le parole, evitare frasi lunghe e utilizzare termini familiari può essere utile a superare lo “scoglio” delle distorsioni sonore.
  • quando occorre ripetersi, riformulare la frase. Alcuni suoni, infatti, possono essere percepiti meglio o peggio di altri e lo stesso vale anche per le parole.

La comunicazione come incentivo alle cure

Le persone con deficit uditivi difficilmente riescono a prendere coscienza dei propri problemi con la dovuta serenità e immediatezza. Ai familiari, dunque, spetta il compito di assisterli e motivarli alla risoluzione di tali problemi con l’ausilio degli apparecchi acustici. In questo caso, la comunicazione svolge un ruolo fondamentale nel motivare i pazienti a sottoporsi a un test dell’udito e ad intraprendere l’iter terapeutico più adatto alle proprie esigenze.
Approcciarsi in maniera propositiva, illustrando dettagliatamente tutti i benefici derivanti dall’utilizzo delle protesi acustiche, permette innanzitutto di superare le diffidenze iniziali nei confronti di tali trattamenti. Puntare l’accento sulla non invasività degli esami consente poi di fugare eventuali dubbi sui test dell’udito e sui dispositivi medicali utilizzati. Se il paziente è giovane, può essere inoltre utile sottolineare l’interattività dei nuovi apparecchi acustici digitali, che si possono facilmente collegare ai dispositivi multimediali domestici in modalità wireless. Tali suggerimenti, tuttavia, non devono prevaricare la volontà del paziente, ma fungere soltanto da stimolo affinché egli possa prendere serenamente coscienza dei propri problemi e delle possibili soluzioni.

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