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Acufene notturno: soluzioni per dormire quando le orecchie fischiano

L’acufene è un disturbo uditivo piuttosto diffuso, che si manifesta attraverso la percezione di suoni acuti e fischi nelle orecchie non generati da fonti esterne. Esso si presenta indistintamente in soggetti di ogni età ed ha una patogenesi eterogenea; tuttavia, diviene particolarmente invalidante quando si verifica nelle ore notturne. Durante la notte, infatti, la sua insorgenza può provocare numerosi altri disturbi e ridurre drasticamente sia la qualità del sonno che della vita.

Acufene notturno: perché è più fastidioso?

La percezione dell’acufene è naturalmente influenzata dal livello di rumore ambientale al quale si è esposti nell’arco della giornata. Durante la notte, tra le mura domestiche, il livello di rumore cala e, di conseguenza, l’intensità dell’acufene aumenta in modo inversamente proporzionale. Inoltre, quando si va a letto e si spegne la luce, lo stimolo visivo viene a mancare e con esso incrementa automaticamente la sensibilità uditiva, che induce le persone a concentrarsi maggiormente sui rumori dell’acufene.
Questo meccanismo di adattamento è del tutto naturale, ma nei soggetti affetti da acufene può esacerbare ulteriormente i sintomi. Nei casi più gravi, infatti, l’intensità dei suoni e fischi percepiti può essere talmente elevata da impedire al soggetto di prendere sonno, scatenando una lunga serie di effetti avversi che vanno ben oltre l’insonnia.

Acufene di notte: un disturbo invalidante

Lo stress e il fastidio provocati dai fischi nelle orecchie possono essere tali da pregiudicare anche la qualità della vita. Chi dorme poco e male a causa degli acufeni notturni può infatti manifestare altri sintomi come irritabilità, stanchezza cronica e una maggiore intolleranza al rumore. Tutto ciò può essere ulteriormente acuito da altri fattori di stress esterni.
Immaginate, ad esempio, di essere arrivati al termine di una lunga e pesante giornata di lavoro: alla sera vi accingete ad andare a letto esausti e proprio in quel momento iniziate a percepire un fastidioso ronzio o fischio nelle orecchie. Un caso isolato non ha particolari conseguenze, ma quando ciò si verifica con maggiore frequenza, il livello di stress aumenta considerevolmente. In casi come questi è dunque fondamentale sottoporsi ad una visita audiologica che permetta d’individuare le cause dell’acufene e stabilire le terapie più appropriate.

Acufene di notte: consigli per dormire

Per chi soffre di acufene, dormire può essere davvero complicato. Andare a letto con quel fastidioso ronzio nelle orecchie ha indubbiamente degli effetti negativi sulla qualità del sonno. Tuttavia, le attuali terapie audiologiche permettono di attenuare gli acufeni notturni attraverso l’applicazione di moderni apparecchi acustici appositamente programmati. Si tratta, in sostanza, della famosa “terapia del suono“; un rimedio di comprovata efficacia che si basa sul mascheramento dell’acufene attraverso l’ascolto di suoni rilassanti di varia natura e intensità. Questi apparecchi sono principalmente rivolti ai soggetti colpiti da acufene che presentano anche un deficit acustico di entità variabile.
Le persone normo-udenti affette da acufeni notturni possono ugualmente beneficiare della terapia del suono grazie ad appositi dispositivi da tavolo in grado di esercitare la medesima funzione. In tal caso, si fa ricorso a dei riproduttori sonori indossabili oppure posizionabili sopra il comodino. Questa terapia, però, non mira soltanto a mascherare gli acufeni con altri suoni, ma si prefigge di rieducare il cervello alla riclassificazione dei rumori da essi prodotti. In poche parole, la sovrapposizione di suoni rilassanti durante l’acufene permette al cervello di riclassificare quest’ultimo come un rumore di sottofondo di poca importanza, producendo un effetto “memoria” che può persistere anche dopo la sospensione della terapia.
Grazie a tali dispositivi, dunque, anche le persone che soffrono di acufene possono ritrovare il sonno perduto e migliorare la qualità della propria vita.

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