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Linee guida europee per il trattamento dell’acufene

Con il termine acufene si intende la percezione di suoni quali fischi e ronzii nelle orecchie. Si tratta di un problema di salute che spesso viene sottovalutato, per varie ragioni. Ad esempio, l’impossibilità di una diagnosi univoca, la difficoltà di risalire alle cause scatenanti e gli effetti estremamente variabili del trattamento dell’acufene sono le difficoltà principali riscontrate dai medici e vissute dai pazienti che ne soffrono.
L’acufene è una patologia che riguarda più di 3 milioni di persone in Italia, ed in forma più grave, tale da essere invalidante, circa 600.000 persone.
Il progetto COST Action TINNET, finanziato dall’Unione Europea, durato 4 anni di ricerca e conclusosi nei primi mesi del 2018, ha permesso di individuare e stilare le linee guida europee per il trattamento dell’acufene.
Solo nel continente europeo sono oltre 70 milioni le persone che soffrono di questa patologia.

Come curare l’acufene?

Come anticipato, la diagnosi della malattia è complessa ed ancor più complessa è l’individuazione delle cause.
Questo disturbo, infatti, non si manifesta solo in persone con udito ridotto, ma anche in pazienti senza alcun problema di udito.
Secondo quanto emerso dalle linee guida europee, sarebbe opportuno un team diagnostico composto da vari specialisti: otorini, audiologi, psicologi, con indagini approfondite anche in altri ambiti.
Ad esempio, il disturbo potrebbe dipendere da problemi di tiroide, da malattie immunitarie, da trombofilia, da disturbi del sonno, da problemi della colonna a livello cervicale, da problemi all’articolazione temporo-mandibolare. In tutti questi casi, solo intervenendo sulla causa scatenante del problema si possono curare ed eliminare gli acufeni.

Esistono rimedi per l’acufene?

Si possono raggruppare in due grandi categorie le persone che soffrono di questo disturbo.
Le persone di età compresa fra i 45 ed i 75 anni sono naturalmente più soggette al calo uditivo ed all’insorgere di acufeni.
Nell’altra categoria rientrano tutti i soggetti che hanno visto insorgere il problema per cause diverse dall’avanzare dell’età e dalla perdita dell’udito.
L’assunzione prolungata di farmaci ototossici o l’esposizione costante a rumore eccessivo sono degli esempi.
A seconda della causa e della problematica specifica possono essere individuati i rimedi più efficaci per la cura del disturbo.
Per le persone che soffrono di riduzione della capacità uditiva esistono apparecchi acustici combinati, con un generatore interno che produce diverse tipologie di suono.
Oltre ad amplificare il suono, quindi, gli apparecchi acustici possono essere regolati per emettere i suoni che riducono notevolmente e/o eliminano la percezione di ronzii o fischi nelle orecchie.
In caso di pazienti senza perdita uditiva, i rimedi sono di diversa natura: farmacologici, comportamentali, con terapie del suono o cognitivo-comportamentale.
Alcune abitudini alimentari possono sovra-stimolare ed eccitare le cellule acustiche. L’assunzione di glutammato, ad esempio, contenuto in molti cibi industriali, può creare questo problema.
L’assunzione eccessiva di caffeina può causare disturbi del sonno o difficoltà nella fase dell’addormentamento.
Spesso, gli acufeni possono essere causati da disturbi del sonno ma anche causarne: per escludere questa eventualità potrebbe quindi essere utile favorire un sonno rigeneratore e tranquillo.
La terapia del suono consiste nel mascherare o nell’inibire il disturbo con suoni della natura, come il rumore del mare o della pioggia, e con sonorità elettroniche.
Questa terapia può essere prodotta da apparecchi che si indossano che producono questi rumori e suoni.
In alternativa, si può optare per dispositivi da comodino, che producono gli stessi suoni nella fase dell’addormentamento oppure per cuscini che riproducono musica, collegabili a radio, cellulari e lettori MP3.

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