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Riabilitazione acustica per contrastare la presbiacusia

Una delle patologie più comuni nei soggetti anziani è senza dubbio la presbiacusia; una patologia spesso sottovalutata, che si manifesta con un progressivo e inesorabile calo dell’udito in grado di degenerare fino a condurre alla sordità profonda. Tale disturbo, purtroppo, è erroneamente considerato come una delle naturali conseguenze del processo d’invecchiamento e per questo viene molto spesso trascurato sia dai pazienti che dai loro familiari, contribuendo ad accelerarne il declino cognitivo. Per evitare che ciò si verifichi occorre dunque approcciarsi all’ipoacusia in modo differente, intervenendo non soltanto a patologia acquisita, ma anche in modo preventivo.

L’importanza della prevenzione per l’udito

Sembrerà strano, ma molte delle più comuni malattie dell’orecchio possono avere un’origine extrauricolare e dipendere da alcune patologie croniche o acute che interessano altri organi. Fra queste, in particolare, emerge la cosiddetta sindrome metabolica, una condizione clinica nella quale concorrono molteplici fattori di rischio come l’obesità, l’ipertensione, l’insulinoresistenza (o la ridotta tolleranza al glucosio) e la dislipidemia (colesterolo e trigliceridi alti). Tale condizione, purtroppo sempre più diffusa nel mondo occidentale, è notoriamente annoverata fra le principali cause delle malattie cardiovascolari e neurodegenerative. La degenerazione vascolare, in particolare, può avere un’influenza negativa sulla salute dell’apparato uditivo, poiché piccoli eventi ischemici – molto comuni nell’anziano – possono danneggiare la coclea e provocare l’insorgenza di ipoacusie neurosensoriali. L’orecchio interno è infatti particolarmente vulnerabile all’ipossia che si genera in caso d’insufficiente afflusso sanguigno.
In tema di prevenzione e udito è dunque fondamentale ridurre al minimo i fattori di rischio cardiovascolare, trattando opportunamente qualsiasi patologia extrauricolare potenzialmente nociva per l’apparato uditivo, come ad esempio il diabete mellito, le malattie autoimmuni e le disfunzioni ormonali.

Dalla prevenzione alla cura: la riabilitazione acustica

La sordità senile non è una patologia incurabile o inevitabile. Oggi, infatti, la tecnologia audioprotesistica permette di ristabilire la funzionalità dell’apparato uditivo in modo efficace grazie ai moderni apparecchi acustici. L’utilizzo di tali dispositivi, tuttavia, non può essere risolutivo nei pazienti che hanno subito una lunga e progressiva riduzione dell’udito con conseguenze permanenti a livello neurosensoriale. Coloro che per lungo tempo hanno sofferto di sordità parziale o totale possono pertanto disabituarsi all’ascolto dei suoni e alla loro interpretazione, arrivando, in alcuni casi, a provare addirittura fastidio dal recupero dell’udito. In questi casi occorre dunque seguire una terapia riabilitativa che permetta di rieducare il paziente all’ascolto e alla corretta interpretazione dei suoni ambientali. Questa terapia, nota come riabilitazione acustica, consiste in un vero e proprio programma di rieducazione sonora nella quale il paziente viene opportunamente seguito e assistito da un logopedista e da un otorinolaringoiatra. Tale percorso consiste in una serie d’incontri in cui i pazienti, attraverso il dialogo con gli specialisti, vengono sottoposti a determinati stimoli sonori e visivi che favoriscono il riconoscimento dei suoni e la loro contestualizzazione. Se opportunamente stimolati, i soggetti presbiacustici possono così recuperare non solo la capacità di percepire i suoni, ma anche la familiarità con le sensazioni e le espressioni ad essi correlati.

I vantaggi della riabilitazione uditiva nella presbiacusia

Le tecniche di rieducazione uditiva non si limitano a favorire il recupero dell’udito, ma offrono anche ulteriori benefici. Riavere la facoltà di ascoltare e comprendere i suoni può migliorare anche l’umore e le capacità relazionali; due fattori che, soprattutto nella terza età, svolgono un ruolo preponderante nella prevenzione delle malattie neurodegenerative. L’ipoacusia può infatti rivelarsi uno dei sintomi precoci della demenza senile e pertanto non va mai sottovalutata. Curarla in maniera tempestiva ed efficace, avvalendosi dell’aiuto della riabilitazione uditiva, permette di prevenire o rallentare il declino cognitivo negli anziani, migliorando sensibilmente la qualità della loro vita.

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