Test dell’udito

Esame audiometrico, otoemissioni acustiche, test per acufeni e iperacusia: sono tanti gli strumenti oggi disponibili per controllare il tuo udito. Scopriamoli insieme!

Test audiometrico: un esame indispensabile per il controllo dell’udito

Il check-up dell’udito, soprattutto in età adulta, rappresenta un passaggio obbligato per prevenire o diagnosticare tempestivamente eventuali disturbi nella percezione dei suoni.
Fra i diversi esami oggi disponibili, uno dei più affidabili è senza dubbio il test audiometrico, un’indagine attraverso la quale è possibile misurare l’udito con un ottimo livello di precisione. Questo esame garantisce un’accurata misurazione delle performance uditive, consentendo di rilevare eventuali cali non fisiologici attraverso un’indagine non invasiva e assolutamente priva di stress per il paziente.

Cos’è la visita audiometrica e chi la effettua?

La visita audiometrica è un’indagine diagnostica di primo livello che consente di individuare eventuali perdite dell’udito con una procedura semplice, veloce ed estremamente accurata.
L’esame può essere effettuato da un medico otorinolaringoiatra, oppure da un audiologo, con l’aiuto di un’apposita strumentazione che consente di effettuare un test dell’udito a frequenze determinate in base all’età dei pazienti.
La misurazione dell’udito viene infatti effettuata attraverso l’ascolto di suoni di diversa natura che rientrano nel range di frequenze normalmente percepibili dall’orecchio umano.

Come funziona la prova dell’udito?

La prova dell’udito si esegue all’interno di una stanza insonorizzata, dentro la quale il paziente può ascoltare i suoni previsti nel test senza alcun tipo di disturbo o interferenza.
L’esame prevede l’utilizzo di un paio di cuffie che consentono di percepire i suoni in modo ottimale, così da evitare eventuali errori diagnostici.
Esso si svolge quindi mediante l’ascolto di una sequenza sonora che parte dalle frequenze più basse percepibili dall’uomo, fino a raggiungere quelle più alte.
All’interno della cabina insonorizzata è presente una strumentazione che consente al paziente di comunicare con l’audiologo o di registrare le proprie risposte. Nel caso in cui il paziente percepisca i suoni trasmessi è tenuto a confermarlo facendo un cenno all’audiologo oppure premendo un apposito pulsante presente nella cabina.
Normalmente, nel test dell’udito le frequenze possono variare dai 40 Hz agli oltre 20.000 Hz a seconda dell’età e della situazione clinica del soggetto. La capacità di percezione delle frequenze più elevate è infatti inversamente proporzionale all’età. Pertanto, se i bambini possono arrivare a distinguere suoni a oltre 20000 Hz, gli anziani faticheranno a superare i 5000 Hz.
Grazie a questa procedura, lo specialista può così effettuare un’accurata misurazione dell’udito valutando la capacità di percezione sonora espressa dal paziente durante il test.
Nei casi più problematici, inoltre, può essere prevista l’applicazione di un apparecchio acustico che, una volta applicato dietro il padiglione auricolare, consente di trasmettere le vibrazioni sonore all’orecchio interno.

Quando dovrebbe essere effettuata la prima visita audiometrica?

Il controllo dell’udito è un test che non ha età. Sostanzialmente, va effettuato ogni qualvolta si sospetti l’insorgenza di ipoacusie e deficit uditivi, anche se transitori o di lieve entità.
Tuttavia, a seconda delle caratteristiche genetiche, dello stile di vita e di eventuali traumi, le ipoacusie degenerative possono insorgere anche in età giovanile. Per tale motivo, gli specialisti consigliano di effettuare il primo controllo dell’udito dopo i 30 anni e, in ogni caso, non oltre i 60 anni.
Il test audiometrico, infatti, non è una semplice visita di controllo ma anche un importante mezzo di prevenzione che può contribuire a salvaguardare il proprio udito attraverso la diagnosi precoce di eventuali ipoacusie allo stadio iniziale.

Integrazione alla visita audiometrica: visita ORL e risonanza magnetica orecchio interno

La prova dell’udito è senza dubbio un’indagine indispensabile per la diagnosi e il trattamento delle ipoacusie, tuttavia non è l’unica.
Dopo aver diagnosticato eventuali deficit percettivi attraverso la misurazione dell’udito, infatti, occorre integrare i dati raccolti con indagini accurate a livello specialistico. Fra di esse non può ovviamente mancare un consulto otorinolaringoiatrico, che consente di valutare lo stato di salute dell’orecchio e delle vie respiratorie; le cui patologie, com’e noto, possono avere una notevole influenza sull’insorgenza di problemi all’udito.

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