Che cos’è la vestibologia

La vestibologia è la branca della medicina diagnostica che si occupa di studiare i disturbi a carico dell’apparato vestibolare, ovvero quella parte dell’orecchio interno deputata alla percezione dell’orientamento nello spazio e responsabile dell’equilibrio. La persistenza di disturbi dell’equilibrio, come capogiri frequenti o vertigini ricorrenti dovrebbero sempre attirare l’attenzione dei pazienti, poiché potrebbero rivelarsi, con alta probabilità, sintomi evidenti di una patologia dell’apparato vestibolare. Questo piccolo organo, situato nell’osso temporale del cranio, è composto da un’architettura complessa, fatta di piccoli canali ossei e membranosi all’interno del quale troviamo cellule ciliate e piccole formazioni calcaree, gli otoliti. Questi elementi vestibolari interagiscono tra loro inviando al sistema nervoso centrale preziose informazioni riguardo all’orientamento della nostra testa rispetto allo spazio. Infezioni virali, batteriche o patologie di altra natura possono attaccare le cellule nervose presenti nei canali vestibolari compromettendone il funzionamento.

L’origine delle vertigini: descriverne i sintomi per comprenderne le cause

Le vertigini, talvolta definite anche capogiri, possono essere descritte come la sensazione temporanea di disorientamento e perdita dell’equilibrio. La vertigine nasce da un’errata percezione della propria posizione nello spazio ed è pertanto un problema che può avere origine nervosa sia centrale che periferica. Quando si effettua una visita dal proprio medico specialista è bene saper definire i propri sintomi nella maniera più dettagliata possibile, per risalire velocemente alle cause e trovare una terapia idonea. A seconda delle caratteristiche dell’episodio, la vertigine può essere definita centrale o periferica. Durante una vertigine centrale, normalmente di durata maggiore rispetto alla periferica, il paziente ha la sensazione che gli oggetti intorno a lui si muovano in modo uniforme, mentre lui rimane immobile nel punto in cui ha inizio l’episodio. Al contrario, durante quella che viene definita una vertigine periferica, è il paziente che ha la percezione (errata) di muoversi rispetto agli oggetti che lo circondano, mentre questi ultimi rimangono fermi. Nei capogiri, in generale, è possibile inoltre identificare un andamento acuto (nel caso in cui l’episodio si manifesti con violenza ma durata breve), cronico (lieve intensità ma duraturo nel tempo) o parossistico (quando a crisi vertiginose si alternano momenti di benessere).

Quali sono le cause delle vertigini?

Le cause delle vertigini vanno ricercate, prevalentemente, in un malfunzionamento dell’apparato vestibolare. Possono causare alterazioni di questo tipo:

  • Labirintiti: note anche con il termine di otiti interne, sono infezioni prevalentemente di origine virale in cui vengono attaccate le cellule dell’apparato vestibolare. Insieme alle vertigini possono causare sordità momentanea e insorgenza di fastidiosi ronzii nell’orecchio, chiamati acufeni.
  • Sindrome di Menière: è una patologia caratterizzata dall’aumento di pressione del liquido interno all’orecchio, quello in cui si muovono gli otoliti. L’origine di questa patologia può avere, in alcuni casi, forti basi genetiche. Allo stesso tempo, anche la presenza di ripetute infiammazioni dell’orecchio interno o patologie autoimmuni possono favorirne lo sviluppo.
  • Traumi fisici: la rottura di parte del sistema vestibolare interno può causare capogiri e sensazione di perdita improvvisa dell’equilibrio.
  • L’utilizzo di farmaci ototossici: ci sono alcune categorie di farmaci che possono avere importanti effetti collaterali a carico del sistema uditivo e dell’orecchio interno. Tra questi, troviamo moltissimi farmaci antisettici, antidolorifici e contro l’ipertensione cardiaca. Inoltre, gli antibiotici aminoglicosidici, gli antinfiammatori e molti diuretici possono causare danni importanti sia all’apparato vestibolare che alla funzione uditiva. Un’altra categoria di farmaci con forte effetto ototossico è quella degli antitumorali, in particolare dei chemioterapici derivati dal platino.

In moltissimi casi, una diagnosi precoce del disturbo e l’identificazione repentina delle sue cause possono aiutare a risolvere il problema in maniera definitiva, sebbene in alcuni pazienti il completo recupero delle funzioni vestibolari normali potrebbe richiedere tempi mediamente estesi. Vista la vicinanza dell’apparato vestibolare con l’area della coclea dell’orecchio interno (l’organo deputato alla percezione dei suoni), è bene non trascurare la comparsa delle prime vertigini e rivolgersi immediatamente al proprio medico di base, il quale vi indirizzerà da un otorinolaringoiatra specialista.

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