Cos’è la prova di Romberg?

La prova di Romberg è quel test che, durante una visita neurologica oppure una visita presso l’otorinolaringoiatra, permette allo specialista di diagnosticare atassia o disturbi dell’equilibrio, sino alla sua perdita.
Quando l’essere umano è colpito da patologie che colpiscono la vista oppure le strutture della corteccia e i relativi recettori che governano la percezione dello spazio o ancora il sistema dell’equilibrio in senso generale, possono causare disturbi dell’equilibrio che si manifestano mediante senso di vertigine, perdita dell’orientamento e traumi, provocati da cadute.
Infatti, le patologie che colpiscono una delle strutture collegate al senso d’equilibrio intaccano sia la stabilità dell’organismo sia la sua capacità di muoversi in maniera normale all’interno di uno spazio. Questi sintomi, se valutati correttamente dall’otorinolaringoiatra o durante una visita neurologica, conducono all’individuazione della struttura colpita da una patologia.

L’esame vestibolare: in cosa consiste

L’esame vestibolare è vitale per comprendere le ragioni di vertigini, instabilità e movimenti disarmonici in un paziente. Obbiettivo dell’esame vestibolare è innanzitutto individuare se si tratta di una patologia centrale o periferica.
Lo specialista, quindi, valuterà tutte le informazioni utili che il paziente è in grado di offrire per comporre un’anamnesi corretta. Fra le informazioni più utili da riferire allo specialista vi è innanzitutto il momento in cui si è avuta la vertigine per la prima volta. Dopodiché è interessante capire la tipologia di vertigine di cui si soffre: se si ha la sensazione che siano gli oggetti a muoversi si tratta di una vertigine oggettiva, viceversa se è il corpo che si percepisce come in movimento rispetto all’ambiente ci si trova dinanzi ad una vertigine soggettiva.
Utile, ai fini dell’anamnesi anche la durata approssimativa della vertigine, e se essa è accompagnata da ulteriori sintomi, siano essi di tipo uditivo o neurologico. Fra i principali sintomi uditivi vi è una difficoltà a sentire, la presenza di acufeni o ancora la sensazione di avere le orecchie piene o tappate; di contro fra i principali sintomi neurologici troviamo mal di testa, assenza di forze o debolezza sino ad un’alterazione momentanea dello stato di coscienza.
A questi sintomi possono accompagnarsi anche vista alterata, nausea e vomito.
Il medico chiederà anche che tipo di farmaci assume, se ne assume, e infine procederà a valutare postura e equilibrio, mediante appositi test.
Ai fini della valutazione è importante tener conto dell’età del paziente: dopo i 50 anni, infatti, l’uomo ha difficoltà a mentenersi correttamente in equilibro.

La prova di Romberg: la corretta valutazione dell’equilibrio

La prova di Romberg è un test statico che ha l’obbiettivo di comprendere la funzionalità degli apparati vestibolari e spinali; per eseguirlo, lo specialista chiederà al paziente di mantenere la posizione eretta avvicinando le punte dei piedi fra loro. Le braccia saranno ferme lungo i fianchi e gli occhi saranno chiusi.
La richiesta di chiudere gli occhi si spiega col fatto che eliminando la vista è possibile comprendere in maniera immediata se i disturbi dell’equilibrio interessano il sistema periferico oppure quello centrale.
Quando il paziente è in condizioni normali si evidenzieranno delle lievi oscillazioni del corpo, la caduta del paziente da un lato, invece, indica che è affetto da lesione unilaterale del sistema vestibolare. Può succedere che il paziente oscilla in più direzioni: in questo caso lo specialista terrà conto del lato verso cui le oscillazioni sono più marcate. In questo caso il lato verso cui il paziente tende a cadere può essere cambiato facendo sposta la testa al paziente verso la direzione opposta.

Il test di Romberg non è efficace quando il paziente si trova nella fase acuta della malattia perché non riuscirà a stare in piedi. In questo così come in altri casi è meglio effettuare il test di Romberg sensibilizzato, ovvero modificando la posizione classica della prova. Nel test di Romberg sensibilizzato il paziente deve mantenersi in equilibrio su un solo piede o ponendo un piede davanti all’altro.
Quando si ha a che fare con una lesione del sistema centrale il paziente cade sul verso anteroposteriore ed è visibilmente affetto da oscillazioni che portano il corpo verso tutte le direzioni. In questi casi, il movimento della testa non cambia la direzione della caduta e il paziente ha difficoltà a stare dritto anche mantenendo gli occhi aperti.

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