L’importanza della visita audiologica per valutare la capacità uditiva

Un deficit uditivo, anche apparentemente trascurabile, può avere un grande impatto nella vita quotidiana e nelle relazioni sociali. È limitante non riuscire ad essere pienamente partecipi nel corso di una discussione a causa della difficoltà nel distinguere con chiarezza le parole scambiate da parenti ed amici. È frustrante essere costretti ad alzare in modo eccessivo il volume della tv o della radio recando disturbo alle persone care, così come può essere fonte di preoccupazione non riuscire a comprendere le parole quando più persone parlano in contemporanea. In tutte queste situazioni, una visita audiologica diventa fondamentale in quanto permette di valutare la capacità uditiva e di diagnosticare la patologia che ha portato al calo dell’udito.

In cosa consiste la visita audiologica: quello che c’è da sapere

Del tutto indolore, indicata nello studio delle malattie dell’orecchio e dell’ipoacusia e priva di particolari norme di preparazione, la visita audiologica consiste nella valutazione clinica dell’orecchio da parte del medico audiologo. Attraverso l’esecuzione di indagini audiologiche, lo specialista entra in possesso di preziose informazioni sull’udito del paziente sotto il profilo quantitativo e dal punto di vista qualitativo, valuta l’integrità della via acustica centrale (nervo acustico, nuclei ed aree acustiche cerebrali) e giunge alla sua diagnosi.

Come si svolge la visita?

La visita audiologica si articola in due fasi. Dapprima, lo specialista dialoga con il paziente in modo da raccogliere tutte le informazioni sulla sua storia clinica e sul suo stile di vita. Quindi, il medico effettua una serie di esami non invasivi per individuare le cause della sintomatologia riferita dal paziente. Si inizia con l’ispezione della membrana timpanica e del condotto uditivo esterno e, se necessario, si procede al lavaggio auricolare per asportare il tappo di cerume individuato nel condotto uditivo. La visita procede con l’esame audiometrico tonale e vocale e con l’esame impedenzometrico. Per un maggiore approfondimento, l’audiologo infine valuta se effettuare l’esame vestibolare e l’esame audiometrico a potenziali evocati.

Lo svolgimento e le finalità delle indagini audiologiche

L’esame audiometrico tonale e vocale viene eseguito in una cabina insonorizzata e comporta l’ascolto in cuffia di suoni e di voci. Questa indagine è finalizzata a valutare l’udito da un punto di vista quantitativo e a determinare la capacità di distinguere le singole parole. Del tutto indolore, l’esame impedenzometrico viene eseguito inserendo una piccola sonda nell’orecchio con l’obiettivo di valutare l’elasticità del timpano: questo accertamento rivela la sua utilità nella diagnosi di eventuali disturbi a carico dell’orecchio medio. L’esame vestibolare studia la funzionalità dell’equilibrio, spostando la testa del paziente a cui vengono fatti indossare degli occhiali particolari e stimolando l’orecchio con acqua a diverse temperature. Della durata di pochi minuti, l’esame audiometrico a potenziali evocati viene eseguito posizionando sul cuoio capelluto del paziente degli elettrodi ed una cuffia da cui giungono stimoli sonori al fine di valutare le reazioni del nervo acustico e della via acustica centrale.

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