Come migliorare l’udito

Non lasciare che i problemi di udito ti ostacolino! Oggi sono disponibili tante soluzioni per migliorare la qualità del tuo udito e della tua vita quotidiana.

Migliorare l’udito per sentirsi meglio

I problemi di udito, legati all’avanzare dell’età o a patologie specifiche, hanno un forte impatto su tutte le attività della vita quotidiana e nelle relazioni con gli altri: una corretta percezione di suoni e rumori permette di sentirsi a proprio agio, mantenendo la salute e l’autonomia. La riduzione graduale dell’udito, chiamata ipoacusia, è un processo fisiologico che dipende sia da caratteristiche individuali che ambientali, come l’esposizione prolungata a rumori ad alta intensità, ma che può essere affrontato serenamente grazie ad efficaci soluzioni per i deficit uditivi che permettono di continuare ad avere una vita piena e soddisfacente. Essendo un fenomeno progressivo, è tuttavia importante riconoscerne i sintomi precocemente e chiedere consulto al proprio medico di fiducia o ad uno specialista come l’otorinolaringoiatra o l’audiologo, per stabilire la diagnosi effettiva e impostare i trattamenti per la cura della sordità più adeguati: solitamente i primi segnali riguardano la difficoltà nel riconoscere i suoni acuti, come lo squillo del telefono, o i rumori di sottofondo. Fare fatica a comprendere le parole quando più persone parlano contemporaneamente, avere la necessità di aumentare continuamente il volume della televisione o dover chiedere spesso ai propri interlocutori di ripetere le frasi sono altri sintomi iniziali di un deficit uditivo che devono essere presi adeguatamente in considerazione per intervenire tempestivamente e garantirsi un benessere a lunga durata.

La cause principali dei problemi di udito

La riduzione delle capacità uditive, temporanea o permanente, può essere dovuta a:

  • Degenerazione dei tessuti
  • Predisposizione genetica
  • Traumi o lesioni a carico dell’orecchio
  • Infiammazioni o malattie infettive
  • Abitudini dannose protratte nel tempo

La degenerazione fisiologica a danno dell’apparato auricolare provoca un’ipoacusia definita neurosensoriale: nella coclea sono situate più di 15.000 cellule ciliate che hanno la funzione di intercettare i segnali sonori e inviarli al cervello, ma non essendo in grado di rigenerarsi, quando vengono danneggiate o muoiono determinano una sordità permanente. Nei casi in cui i problemi di udito coinvolgono la trasmissione dei suoni dall’orecchio esterno a quello interno si parla invece di ipoacusia trasmissiva, che può essere dovuta a vari fattori: un’ostruzione, come ad esempio una secrezione eccessiva di cerume o accumulo di liquidi a causa di un’infezione, traumi come la perforazione del timpano oppure un irrigidimento della staffa, uno degli ossicini dell’orecchio medio (è il caso dell’otosclerosi). Anche certe abitudini protratte nel tempo possono condurre a una sordità progressiva, come l’utilizzo di determinati farmaci (definiti appunto ototossici, tra cui i FANS e alcune categorie di antibiotici), il fumo e l’esposizione a rumori intensi (superiori agli 85 decibel).

Tornare a sentire si può: i trattamenti per la cura della sordità

I rimedi e trattamenti più adeguati per migliorare l’udito vengono dunque valutati a seconda della causa scatenante e del livello di deficit uditivo: comprendono terapie farmacologiche, interventi chirurgici e utilizzo di protesi acustiche. In caso di riconosciuta ipoacusia trasmissiva solitamente s’interviene con un’operazione chirurgica, per riparare la membrana del timpano danneggiata, riaprire i condotti uditivi ostruiti o sostituire gli ossicini danneggiati. Le soluzioni più efficaci in presenza di danni neurosensoriali sono invece date dall’utilizzo di protesi acustiche, che compensano le difficoltà uditive amplificando i suoni. La valutazione dell’apparecchio acustico più adatto alle proprie esigenze viene eseguita dal professionista specifico, l’audioprotesista, che sottopone il paziente a semplici test di screening per valutare con precisione il grado di perdita uditiva. Gli apparecchi acustici più moderni hanno dimensioni ridotte che li rendono estremamente discreti; in caso di ipoacusia di grado lieve o moderato si utilizzano dispositivi endoauricolari che vengono inseriti direttamente nel canale uditivo, risultando praticamente invisibili anche da distanze ravvicinate. La caratteristica principale di questi apparecchi è quella di aumentare l’intensità dei suoni (il volume viene comunque controllato da chi li indossa, attraverso gli appositi comandi) discriminando al contempo tra i rumori di sottofondo e quelli vicini, permettendone così una percezione chiara e distinta e donando immediato sollievo dal disagio dovuto ai problemi di udito.

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