Ipoacusia: quando ricorrere all’apparecchio acustico

Secondo stime recenti, il 10% della popolazione mondiale soffre di una forma più o meno severa di ipoacusia.
Poiché il numero delle persone interessate da disturbi uditivi è così alto, i progressi delle terapie chirurgiche e della tecnologia contro la sordità sono stati straordinari: gli strumenti a disposizione per combattere i disturbi uditivi sono sempre più numerosi e sofisticati. Oggigiorno le protesi acustiche sono dei veri e propri computer in grado di elaborare il suono con precisione, per andare incontro alle esigenze diverse di ciascuno.
I fattori che possono scatenare un problema di udito sono molteplici e, sebbene l’avanzare dell’età sia una delle cause principali del deterioramento della qualità uditiva, anche numerosi fattori genetici e ambientali possono portare soggetti di qualsiasi età a sviluppare i primi sintomi di sordità. Tra i maggiori fattori di rischio troviamo la presenza di infiammazioni dell’orecchio medio o dell’orecchio interno, patologie infettive a carico dell’orecchio o del sistema nervoso (malattia di Lyme, meningite, parotite), l’assunzione prolungata di specifiche categorie di farmaci ritenute potenzialmente tossiche per le vie uditive (in particolare, diuretici e antibiotici), fattori genetici, sovraesposizione costante o acuta a rumori intensi, accumulo di cerume all’interno delle vie uditive.
Quando si sospetta la presenza di deficit uditivi e si manifesta una costante difficoltà nel percepire specifiche tipologie di suoni o frequenze sonore, è bene ricorrere tempestivamente al consulto con un medico specialista – quale l’otorinolaringoiatra e l’audiologo – che effettuerà test uditivi specifici e saprà indirizzare ogni paziente verso l’apparecchio acustico più appropriato alla propria situazione. Grazie al progredire della ricerca scientifica e della tecnologia, sul mercato sono sempre più numerose le soluzioni acustiche all’avanguardia, che riescono a coniugare esigenze funzionali ed estetiche: ne sono un esempio gli apparecchi acustici invisibili, sempre più richiesti da pazienti di ogni età per le loro capacità di adattarsi al canale uditivo, posizionandosi in profondità e garantendo discrezione e comfort ottimali. Vediamo nel dettaglio come funzionano questi innovativi apparecchi acustici invisibili.

Cosa sono le protesi acustiche invisibili

Le protesi acustiche invisibili sono degli apparecchi di ultima generazione, caratterizzati da dimensioni ridotte rispetto ai tradizionali apparecchi retro-auricolari. Sebbene mantengano intatte le caratteristiche funzionali di questi ultimi, gli apparecchi interni risultano molto più discreti e, in alcuni casi, arrivano ad essere praticamente invisibili dall’esterno. Come tutti gli apparecchi acustici, intervengono sui problemi d’ipoacusia andando ad aggiustare i suoni lavorando su specifiche frequenze, a seconda delle carenze riportare da ciascun individuo. La loro azione è anche in grado di alleviare, nella maggior parte dei casi, la presenza acufeni, ovvero quei suoni e ronzii costanti che spesso sono percepiti dal soggetto ipoacusico. Rispetto a un tradizionale apparecchio retro-auricolare, un auricolare invisibile può essere portato con più disinvoltura e consente una maggiore libertà di movimento, un aspetto di grande importanza, ad esempio, nei pazienti giovani o amanti dello sport. In generale, la durata delle batterie raggiunge prestazioni comparabili con gli apparecchi esterni sebbene la manutenzione possa, talvolta, risultare più complessa a causa delle dimensioni ridotte dei singoli componenti.

Protesi intra-canalari e intra-auricolari

Le protesi intra-canalari e gli apparecchi acustici intra-auricolari rappresentano le protesi acustiche invisibili con le dimensioni maggiori, sebbene il loro aspetto risulti comunque estremamente discreto e la loro struttura sia contenuta interamente all’interno del padiglione auricolare. Le prime sono indicate per problemi di udito medio-lievi, mentre gli apparecchi intra-auricolari possono essere utilizzati anche in pazienti con ipoacusia grave o avanzata. Entrambi i dispositivi sono di facile manipolazione e la loro batteria dura a lungo, più o meno quanto la batteria di un apparecchio acustico esterno. La loro forma, inoltre, si adatta alla perfezione alla forma dell’orecchio di ciascun individuo, poiché vengono generalmente effettuate su misura. Viste le dimensioni e il livello di manutenzione che richiedono, questo tipo di protesi è certamente indicata in pazienti di ogni età, anche negli anziani, poiché la loro gestione non risulta più complessa rispetto a quella di un tradizionale impianto retro-auricolare.

Impianti pretimpanici e apparecchi IIC (invisibili nel canale)

La ricerca biomedica ha portato, negli ultimi anni, allo sviluppo e alla distribuzione di impianti di dimensioni ancora più ridotte rispetto ai precedenti, che risultano praticamente invisibili dall’esterno. Gli apparecchi IIC, ovvero impianti invisibili nel canale, sono i più piccoli apparecchi acustici disponibili ad oggi in commercio. La loro applicazione può essere effettuata con successo solo in quei soggetti il cui canale uditivo sia sufficientemente largo per consentirne l’inserimento in sicurezza, poiché vanno a posizionarsi oltre la seconda ansa. Adatti per il trattamento di disturbi dell’udito di ogni livello, sono generalmente consigliati per pazienti giovani con buone abilità manuali: la loro manutenzione, infatti, è resa più complessa rispetto a un impianto tradizionale dalle dimensioni ridotte dei suoi componenti. Un aspetto da non sottovalutare se si prende in considerazione un impianto IIC, inoltre, è la durata della batteria, notevolmente inferiore rispetto agli altri tipi di apparecchi acustici. Negli apparecchi pretimpanici, leggermente più grandi, la batteria ha invece una durata media comparabile con gli altri impianti interni. Anche questo tipo di apparecchio è pressoché invisibile dall’esterno poiché si colloca all’interno del condotto uditivo ed è generalmente effettuato su misura. Gli apparati pretimpanici sono indicati nel trattamento di pazienti con ipoacusia da lieve e moderata e, rispetto agli altri impianti, richiedono maggiore attenzione nella manutenzione. I suoi componenti elettronici, racchiusi in uno spazio estremamente ridotto, sono infatti soggetti all’incontro frequente con cerume ed umidità, due elementi che possono danneggiarne la struttura.

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