Le migliori soluzioni uditive infantili

Dati statistici rivelano che circa 1 bambino su 1000 soffre di disturbi uditivi più o meno gravi. Con un’ipoacusia oscillante tra lieve (da 20-40 dB HL) e grave (60-75 dB HL) si parla di “problemi di udito”, mentre un’ipoacusia profonda (95+ dB HL) si definisce “sordità”. A causa della difficoltà di sentire le parole altrui ed il suono della propria voce, sia il processo cognitivo del bambino che il suo percorso nell’elaborazione del parlato potrebbero essere rallentati. Per questo motivo la tempestività di una diagnosi e l’ausilio di pediatri e medici specialisti come l’audiologo, l’otorinolaringoiatra, il logopedista e l’audioprotesista sono fondamentali per capire se e quando ricorrere all’apparecchio acustico.

Ipoacusia trasmissiva o neurosensoriale: soluzioni diverse per ogni tipo di deficit

Le cause che possono portare ad un deficit uditivo sono numerose e molto spesso difficili da individuare. Fattori ereditari, malattie contratte in gravidanza o nei primi mesi di vita, assunzione di farmaci o sostanze nocive sono solo alcune delle cause scatenanti. Si parla di ipoacusia di tipo trasmissivo quando il bambino non percepisce i suoni ad un volume sufficiente per essere uditi con chiarezza. In genere ciò si verifica se vi sono infezioni dell’orecchio (otiti), tappi di cerume o altre occlusioni del canale uditivo. Mentre si ha una ipoacusia neurosensoriale quando si perde anche la chiarezza del suono oltre all’intensità. In entrambi i casi un aiuto può provenire dalle protesi acustiche per bambini sotto forma sia di moderni impianti cocleari che di apparecchi acustici per bambini tradizionali.

Le diverse tipologie di apparecchi per bambini: la scelta giusta per ogni fascia d’età

Fortunatamente al giorno d’oggi la tecnologia ha fatto passi da gigante nel campo delle soluzioni uditive infantili per adeguarsi alle esigenze di ogni fascia età. Per i bimbi più piccoli da 0 a 3 anni, ad esempio, gli apparecchi retroauricolari, o BTE (Behind The Ear) rappresentano la soluzione più adatta. Sono solidi, duraturi, confortevoli da indossare e garantiscono l’accesso ai suoni fondamentali. Sono indicati per diversi tipi di ipoacusie.

Con la scolarizzazione, le esigenze di udire bene e di interagire con gli altri aumentano e così anche le prestazioni degli apparecchi auricolari. Per i bambini più grandi sono appropriati gli apparecchi acustici retroauricolari con ricevitore esterno (RIC – Receiver in Canal). Questi ultimi, di dimensioni ridotte, presentano un microfono alloggiato sempre dietro l’orecchio, mentre il ricevitore è posizionato nel canale uditivo, in modo da essere esteticamente più gradevoli.

Per i ragazzi oltre i 10 anni d’età, le soluzioni ottimali potrebbero essere gli apparecchi acustici endoauricolari (ITE), realizzati su misura per adattarsi con discrezione all’interno dell’orecchio. Sono indicati, solitamente, per ipoacusie da lievi a medio-gravi.
Infine, per trattare le ipoacusie neurosensoriali più severe, il vostro medico di fiducia potrebbe considerare la soluzione chirurgica di un impianto cocleare. Già a partire dall’anno di età, per sopperire a gravi sordità, è possibile impiantare, nell’orecchio interno, un dispositivo che bypassa la parte danneggiata.

Gli adolescenti di oggi possono convivere serenamente con deficit uditivo: i dispositivi pensati per i ragazzi sono a prova di sport, non temono pioggia, fango o polvere, sono colorati e divertenti. Addirittura impiegano accessori wireless (come microfoni amplificatori a forma di penna) che si mimetizzano discretamente con gli oggetti della vita quotidiana.

Soluzioni uditive facili da usare, sicure e dalle elevate performance: la tecnologia è al tuo fianco per rispondere alle esigenze d’ascolto in continua evoluzione del tuo bambino.

Affidati al tuo pediatra di fiducia e ai professionisti del settore: su InfoUdito trovi tutte le informazioni utili per affrontare tempestivamente il calo uditivo del tuo piccolo.

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