Che cos’è l’acufene fluttuante

Ad oggi l’acufene fluttuante è un disturbo dell’orecchio non ben definito. Si tratta di una patologia che coinvolge un orecchio oppure entrambi, in cui la perdita uditiva varia nel tempo. In linea di massima si può distinguere la sordità fluttuante che deteriora progressivamente l’udito dalla sordità fluttuante che invece rientra completamente, restituendo una sonorità normale.
La sordità fluttuante si presenta con disturbi ravvicinati fra loro nel tempo che possono lasciare degli strascichi fastidiosi nel paziente.
A livello clinico l’acufene fluttuante si presenta come un deficit uditivo che si manifesta in maniera improvvisa, per poi ristabilirsi, in maniera parziale o completa, nell’arco di alcune ore o di pochi giorni. La perdita dell’udito tende a ripresentarsi a intervalli di tempo irregolari, con modalità simili fra loro, ma con una frequenza che non può essere prevista. Affiancano la perdita o la diminuzione dell’udito fluttuante anche altri fattori, fra cui ronzii, fruscii all’orecchio, battiti nell’orecchio e sindrome vertiginosa. Secondo alcuni studi, l’insorgere dell’ipoacusia fluttuante coincide con l’esordio della sindrome di Menière.

Le cause dell’acufene fluttuante

La causa principale di acufene fluttuante è la sindrome di Menière. Essa si presenta come sindrome vertiginosa sin dal principio, anche se non mancano i casi in cui le vertigini possono verificarsi a distanza di molto tempo dall’insorgere della sordità fluttuante.
Quando l’acufene fluttuante è bilaterale allora potrebbe essere causato da malformazioni a livello cocleare, da malattie autoimmuni o dalla sifilide, anche se non è raro che la causa scatenante resti sconosciuta.

I sintomi dell’acufene fluttuante

L’acufene fluttuante produce una sordità evidente che può essere individuata sulle basse frequenze. Tale acufene è associato a sindrome vertiginosa, battiti nell’orecchio, ronzii e fruscii nell’orecchio, quindi una sintomatologia assimilabile alla sindrome di Menière.

La diagnosi dell’acufene fluttuante

A livello strumentale, la diagnosi dell’acufene fluttuante ricorre a un test audiometrico, il quale deve essere eseguito durante la fase acuta della malattia. Tale scelta è funzionale alla dimostrazione dell’esistenza di un deficit neurosensoriale. In questa fase, solitamente la sordità si stabilisce alle medie e basse frequenze ed è di lieve o media entità.
La prognosi stabilirà la gravità della sordità sofferta dal paziente, la curva audiometrica che risulta dal test e la presenza o meno di vertigini, associate all’acufene.

La cura dell’acufene fluttuante

Quando si parla di acufene fluttuante e cura, i dubbi non mancano. Restando sconosciute le cause scientifiche dell’insorgenza di questa patologia, infatti, è difficile stabilire il miglior trattamento da consigliare a un paziente.
A complicare la situazione vi è poi la regressione spontanea del disturbo, che impedisce di comprendere l’efficacia dei trattamenti suggeriti ad un paziente.
Solitamente, lo specialista prescrive ai pazienti affetti da tale patologia, cure a base di corticosteroidi e vasoattivi, ma non mancano le soluzioni che prevedono l’uso di farmaci antivirali, carbogeno e similari.

Non lasciare che l’acufene ti arrechi malessere, fastidi e malumore: fare un controllo può aiutarti a sentirti più sereno e a migliorare la qualità del tuo udito.

Ti basta lasciarci un recapito: ti metteremo in contatto con il centro specializzato più vicino e, insieme a medici professionisti, potrai trovare la soluzione migliore per alleviare il tuo disturbo.

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