Cura dell’acufene: a chi rivolgersi

L’acufene è una patologia che si manifesta con la presenza continuativa di fischi o ronzii all’interno di una o di entrambe le orecchie. Questo fastidioso disturbo può dipendere da diverse cause, anche appartenenti a distretti lontani dall’apparato uditivo come, per esempio, il sistema nervoso centrale, quello endocrino o quello muscolare, articolare e scheletrico della zona cervico facciale. Ne segue che le prime volte a trovare la giusta terapia e cura vengono condotte in campo audiologico, clinico strumentale e radiologico, a meno che le cause del disagio non risultino particolarmente evidenti come nel caso del tappo di cerume all’interno del padiglione auricolare. Non è raro che l’esito della visita faccia dipendere l’acufene dalla presenza contemporanea di diverse patologie e che richieda, quindi, la presenza di più specialisti.

Terapia per l’acufene

Una volta stabilita la causa scatenante si può decidere come curare l’acufene. Grazie alla competenza del medico specialista è possibile verificare se l’acufene è stabilizzato, dipendente quindi da un danno all’orecchio avvenuto nel passato. Quando, al contrario, l’acufene è provocato da una malattia ancora in corso potrebbe evolvere ulteriormente provocando altri danni. In base agli accertamenti diagnostici specifici, quindi, la terapia dell’acufene potrà subire delle variazioni.

Esistono i giusti farmaci per l’acufene?

Ancora oggi non esistano specifici farmaci per l’acufene e sono spesso utilizzati, con risultati molto scarsi, i corticosteroidei, gli antistaminici, i sedativi e i vasodilatatori. La lidocaina somministrata in vena elimina immediatamente l’acufene ma, purtroppo, solo in modo temporaneo e, per di più, ha severi effetti tossici. Gli ansiolitici, come le benzodiazepine, hanno una riuscita positiva su circa un terzo dei pazienti e sono utili per contenere ansia e depressione che spesso accompagnano questa patologia. Purtroppo hanno lo svantaggio di poter essere impiegati solo per tempi brevi. Le ultime ricerche in merito si stanno orientando su farmaci in grado di agire sui mediatori chimici presenti nelle cellule nervose dell’orecchio quelle, quindi, che ne provocano l’attività. Altre novità di cure si basano su farmaci che intervengono sui centri corticali inibendo la percezione dell’acufene.

L’approccio psicologico

In Germania, Francia, Svizzera e nei Paesi Scandinavi si sta tentando una cura dell’acufene tramite un sostegno psicologico in grado di attenuare il fastidio provocato dalla patologia e, soprattutto, l’ansia e la depressione che ne consegue. A seconda dei diversi indirizzi e delle differenti scuole psicologiche, il problema viene affrontato da diversi punti di vista. In ogni caso è provata la capacità dell’approccio psicologico di migliorare la qualità di vita dei pazienti.

I mascheratori di rumore

Particolari dispositivi per la terapia dell’acufene, i mascheratori di rumori, vengono applicati agli orecchi per distrarre il paziente dall’ascolto dell’acufene, offrendo così un periodo di sollievo che può andare da pochi minuti fino a qualche ora. Spesso il trattamento viene rinforzato dal Tinnitus Retraining Therapy. In pratica si tratta di una tecnica di allenamento dell’acufene basata su modelli neurofisiologici e in grado di dare eccellenti risultati.

Terapie di nuova generazione

Periodicamente vengono studiate e proposte novità di cure per l’acufene che impiegano strumentazioni d’avanguardia che, a seconda dei casi, si sono dimostrate più o meno efficaci. Il soft laser e i TENS (stimolazione elettrica transcutanea) sembrano, per esempio, essere scarsamente risolutivi. In alcuni casi, al contrario, sembra dare buoni risultati l’osteopatia, specialmente quando il disturbo dipende da scompensi posturali. Attualmente si sta sperimentando la Stimolazione Magnetica Intracranica che invia campi magnetici in alcune aree specifiche della corteccia cerebrale. Circa il 50% dei pazienti ne ha confermato l’efficacia. Lo stesso può dirsi della tecnica del neurobiofeedback. In questo caso, a pazienti selezionati, vengono insegnate tecniche di autocontrollo volte a modificare l’attività cerebrale e quella organica.

Non lasciare che l’acufene ti arrechi malessere, fastidi e malumore: fare un controllo può aiutarti a sentirti più sereno e a migliorare la qualità del tuo udito.

Ti basta lasciarci un recapito: ti metteremo in contatto con il centro specializzato più vicino e, insieme a medici professionisti, potrai trovare la soluzione migliore per alleviare il tuo disturbo.

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