Come funziona l’udito

Il primo dei cinque sensi a formarsi, l’udito è un complesso sistema capace di trasformare lo stimolo acustico in sensazione uditiva. Scopri come funziona!

Come funziona l’udito umano: anatomia dell’apparato uditivo

L’orecchio umano è un organo complesso e affascinante, forgiato dalla natura per consentirci di percepire i suoni e mantenere l’equilibrio stato-cinetico.
Pur essendo il centro nevralgico del nostro sistema uditivo, esso contribuisce alla nostra deambulazione e al mantenimento della posizione eretta grazie alla presenza di appositi recettori.
L’orecchio, infatti, oltre alla capacità uditiva, regola anche gli specifici recettori che consentono al sistema nervoso centrale di valutare la posizione della testa nello spazio, in base alla quale il sistema nervoso centrale determina atti riflessi che modificano la posizione delle altre parti del corpo, mantenendo la stazione eretta e in equilibrio

Ma come funziona l’udito umano? Per comprenderlo è necessario innanzitutto conoscere l’anatomia dell’apparato uditivo attraverso l’analisi dei singoli organi che lo compongono.

L’orecchio umano

L’orecchio, oltre a essere un organo pari, cioè suddiviso in due distretti perfettamente identici fra loro, presenta una conformazione anatomica molto eterogenea. Esso è composto prevalentemente da una struttura cartilaginea all’interno della quale figura un corollario di elementi che include ossa, muscoli, tendini, recettori e ghiandole di tipo sebaceo-ceruminose.
Gli anatomisti suddividono l’apparato uditivo umano in tre diversi compartimenti: l’orecchio esterno, l’orecchio medio e l’orecchio interno, ognuno dei quali è deputato a funzioni ben precise.

L’orecchio esterno

Con il termine orecchio esterno si fa riferimento alla sezione dell’apparato uditivo visibile a occhio nudo. Esso è composto principalmente dal padiglione auricolare, una struttura cartilaginea che funge da amplificatore per il canale uditivo esterno. Quest’ultimo, lungo dai 2,5 ai 4 cm, è un condotto di natura ossea e cartilaginea ricoperto di pelle, lungo cui sono presenti numerose ghiandole sebacee e ceruminose che hanno il compito di secernere dei fluidi protettivi ad azione detergente, antibatterica e lubrificante.

Il suono captato e amplificato dal padiglione viene dunque convogliato all’interno del canale uditivo, al termine del quale figura la faccia esterna del timpano che rappresenta la linea di confine tra orecchio esterno e medio.

L’orecchio medio

Nell’anatomia dell’apparato uditivo l’orecchio medio costituisce la sezione intermedia, i cui componenti principali sono la cavità timpanica, i tre ossicini auricolari (martello, incudine e staffa) e il timpano. Quest’ultimo è composto da una sottile membrana di forma ovale che ha il compito di trasmettere le vibrazioni sonore all’interno della cavità timpanica, laddove vengono poi amplificate dalla catena dei tre ossicini.

Martello, incudine e staffa sono tre elementi ossei complementari in grado di vibrare in sequenza sotto lo stimolo degli impulsi sonori provenienti dal timpano, che sono poi amplificati e convogliati verso la tuba uditiva. Nota anche come tromba di Eustachio, la tuba uditiva è un condotto che mette in comunicazione la faringe e le cellule mastoidee con la cavità timpanica, il cui scopo è quello di filtrare i rumori corporei e garantire la giusta pressione nell’apparato uditivo.

Al confine con l’orecchio interno figurano invece altre due membrane note come finestra ovale e finestra rotonda, che soprassiedono anch’esse alla propagazione delle onde sonore verso la parte più interna del sistema uditivo.

L’orecchio interno

La parte più profonda dell’orecchio si colloca in una porzione dell’osso temporale chiamata labirinto osseo. Al suo interno figurano essenzialmente due diversi distretti: l’apparato vestibolare e la coclea. Il primo è composto dai canali semicircolari e dal vestibolo, due organi ricchi di cellule e recettori che soprassiedono alla gestione dell’equilibrio stato-cinetico.

La coclea, invece, è un apparato a forma di chiocciola ricco di cellule sensoriali simili a delle ciglia, le quali, con l’aiuto del liquido cocleare, trasmettono le vibrazioni sonore al nervo acustico. Quest’ultimo, infine, mette in comunicazione l’orecchio interno con l’encefalo, permettendoci di percepire e rielaborare le vibrazioni sotto forma di suoni.

Le cause di perdita dell’udito e la funzione degli apparecchi acustici

La perdita dell’udito può essere parziale o totale e avere cause di tipo anatomico o neurologico.

I difetti anatomici sono alla base dei disturbi conduttivi e interessano, pertanto, tutte le parti dell’orecchio predisposte alla conduzione sonora, come ad esempio il timpano. Tali disturbi possono essere efficacemente trattati con terapie chirurgiche o farmacologiche, tuttavia, l’applicazione di apparecchi o impianti acustici all’interno dell’orecchio medio rappresenta un’alternativa altrettanto valida e certamente più sostenibile.

I difetti dell’udito di tipo neurologico si dividono invece in due diverse categorie: le perdite uditive neurosensoriali, che interessano principalmente le cellule ciliate (ciglia); e le perdite uditive neurali, che riguardano esclusivamente il nervo acustico.

Le perdite neurosensoriali hanno un grado di gravità variabile e possono essere congenite o acquisite. Il trattamento prevede anche in questo caso l’applicazione di apparecchi acustici, impianti e, nei casi più gravi, il ricorso a interventi chirurgici e farmacologici. Tuttavia, le perdite uditive più gravi sono senza dubbio quelle neurali, che a causa del danneggiamento o dell’assenza delle connessioni nervose risultano pressoché orfane di terapia. L’unico trattamento attualmente disponibile, infatti, è l’applicazione di un particolare impianto acustico all’interno del tronco encefalico, noto anche come “orecchio bionico“.

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