Dove il suono prende forma: come funziona l’orecchio medio

L’orecchio medio è un vero e proprio amplificatore di suoni: grazia alla sua particolare struttura le vibrazioni dell’aria canalizzate dall’orecchio esterno sono infatti trasmesse sotto forma di onda sonora ai fluidi custoditi all’interno della coclea.
La complessa anatomia dell’orecchio medio fa da anticamera a quella ancora più delicata dell’orecchio interno: la “porta” di questa galleria del suono è costituita dal timpano, una membrana vibrante che trasmette le proprie vibrazioni alla martello, incudine e staffa, tre piccoli ossicini collegati tra loro.
L’orecchio medio è collegato con la faringe dalla tromba di Eustachio, un condotto che proteggere il delicato sistema auricolare compensando la pressione tra esterno ed interno: questo garantisce inoltre il giusto deflusso del muco e impedisce ai comuni rumori corporei di battere direttamente sul timpano.

Quali disturbi possono colpire l’orecchio medio

Sebbene la tromba di Eustachio funga anche da blocco per gli agenti patogeni provenienti dalla faringe, molte infiammazioni come l’otite media acuta recidiva possono essere scatenate da un rallentamento delle funzioni delle tube uditive e dal reflusso di secrezioni infette. Questo avviene molto spesso nei bambini ma anche gli adulti possono andarvi incontro. Più in generale l’otite media è causata da infiammazioni di origine virale o batterica a carico dell’orecchio medio: i sintomi comprendono oltre al dolore alle orecchie anche stati febbrili, nausea e mal di testa fino ad arrivare a vertigini e problemi visivi.
Non manca poi una notevole riduzione delle capacità uditive: con il decorso della malattia queste tornano alla normalità, ma è sempre bene non sottovalutare né i primi sintomi di queste patologie né le loro eventuali conseguenze.

Infiammazione dell’orecchio medio e ipoacusia

Numerose possono essere le patologie che possono indurre l’ipoacusia, cioè la diminuzione delle capacità di udire distintamente i suoni: le infiammazioni dell’orecchio medio possono essere scatenate dall’accumulo di muco dovuto a malattie influenzali o da patologie più importanti, come ad esempio le meningiti.
Anche la mobilità degli ossicini collegati al timpano potrebbe risultare compromessa da stati infiammativi gravi o da patologie ossee: in questi casi solo un’approfondita indagine medica comprensiva di una tac all’orecchio medio può specificare quali sono i danni a carico dell’apparato uditivo.
Le perdite uditive che comprendono l’ipoacusia si collocano prima della sordità vera e propria e possono comprendere un deficit quasi impercettibile fino a creare un forte disagio che se permanente può spesso essere minimizzato dai dispositivi acustici.
Per quanto sia normale in età avanzata constare un calo dell’udito, l’ipoacusia come conseguenza permanente dell’infiammazione dell’orecchio medio è invece un danno che può essere quasi sempre scongiurato con cure mirate e tempestive: non è raro che l’otite media acuta possa essere curabile con l’utilizzo di antibiotici ma solo il consulto di uno specialista può garantire una cura adatta per questo tipo di infiammazione.

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