Che cos’è l’organo del Corti

Si definisce organo del Corti una parte dell’orecchio interno posizionato all’interno della coclea. Esso si compone di un buon numero di cellule ciliate e di fibre nervose che consentono ad un individuo, o un mammifero, di percepire il suono e trasmettere l’input al cervello.
Il nome di quest’organo deriva dall’anatomista Alfonso Giacomo Gaspare Corti che trascorse parte della sua esistenza a produrre ricerche sull’udito dei mammiferi.

Dove si trova?

Esso trova dimora all’interno del dotto cocleare, in un’area della membrana basilare detta tecta. Al funzionamento dell’organo concorre la membrana tectoria, che lo riveste superiormente.
L’organo in questione è vascolarizzato dai vasi che irrorano sia la membrana basilare che il lembo spirare del dotto cocleare. Tutti i vasi che irrorano quest’organo confluiscono poi nella vena uditiva centrale.

Struttura dell’organo del Corti

Alla base dell’organo del Corti troviamo due tipi di cellule: le cellule di sostegno e le cellule acustiche o sensoriali. Parte integrante dell’organo del Corti sono anche, come già detto, il solco spirale e la membrana tectoria.
Le cellule di sostegno presenti nell’organo del Corti sono di quattro tipologie, ovvero le cellule di Deiters, quelle di Hensen e quelle di Claudius, oltre ai pilastri di Corti.
Ad esse si aggiungono due tipologie di cellule sensoriali, ovvero le cellule acustiche interne ed esterne: le prime sono disposte all’interno dei pilastri di Cortis, mentre le seconde si trovano fra le cellule di Deiters.
Nell’organo del Corti trova sede anche una particolare tipologia di endolinfa, ovvero la cortilinfa. A differenza dell’endolinfa presente in altre aree dell’orecchio interno, la cortilinfa possiede una maggiore concentrazione di ioni sodio.

La funzione dell’organo del Corti

Funzione principale dell’organo del Corti è quella di ricevere le onde sonore, che lo raggiungono sotto forma di movimenti della membrana basilare, ma anche quella di trasformare tali onde sonore in impulsi nervosi da inviare al cervello. Si può quindi affermare che l’organo del Corti è quello deputato a convertire l’energia meccanica del suono, in energia elettrica traducibile dal cervello.
Esso può danneggiarsi a causa di livelli sonori troppo alti. Si tratta, infatti, di un organo estremamente delicato, che può essere disturbato o danneggiato anche dai livelli troppo alti di amplificazione, prodotta dal padiglione auricolare.
Ciò che fa l’organo del Corti è di generare vibrazioni ed impulsi nervosi. Le prime vengono percepite dal movimento del timpano e trasmesse dalla catena di ossicini presenti nell’orecchio interno che inviano il segnale alla coclea. La trasmissione genera il movimento della perilinfa, il quale a sua volta da vita ad un moto ondoso nella membrana su cui poggia l’organo del Corti.
Gli impulsi nervosi, invece, sono prodotti dal movimento del fluido che a sua volta muove la membrana basilare. Tale movimento produce una deflessione dell’organo del Corti e della membrana tectoria: tale deflessione viene percepita dal cervello come un mutamento nella frequenza delle fibre che circondano il nervo vestibolare. I cambiamenti prodotti in queste fibre vengono tradotti in segnali visivi e sensoriali.

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