Anatomia del timpano: com’è fatto e come funziona

Il timpano, o membrana timpanica, è una piccola struttura dalla forma discoidale situata a cavallo tra l’orecchio esterno e l’orecchio medio. Nonostante costituisca una minima parte (in termini di dimensioni) della struttura totale dell’orecchio, la membrana timpanica svolge un’azione di enorme importanza per la funzione uditiva: essa, infatti, è la responsabile diretta dell’amplificazione delle onde sonore che, dopo essere state raccolte dal padiglione auricolare, viaggiano attraverso il canale uditivo esterno e devono essere trasmesse, con sufficiente energia e chiarezza, agli ossicini che compongono l’orecchio medio. Il timpano raccoglie ogni singola onda sonora e l’amplifica, per risonanza, consentendogli di trasportare l’informazione uditiva intatta ai componenti dell’orecchio medio. Da un punto di vista strutturale, l’anatomia del timpano può essere suddivisa in due parti: una parte tensa (delimitata da quello che viene definito “orletto anulare”) e una pars flaccida. La prima è funzionalmente la più importante, poiché è deputata alla conversione delle onde sonore in vibrazioni, uno passaggio fondamentale nel processo di trasmissione degli stimoli sonori. La membrana timpanica è in diretto contatto con il manico del martello, l’ossicino dell’orecchio medio che per primo riceve gli stimoli uditivi.

Perforazione del timpano: quali sono le cause più diffuse di questo problema

La perforazione del timpano (da non confondere con la più grave lacerazione) è un processo caratterizzato da una parziale rottura della membrana timpanica. Oltre a svolgere l’importante funzione di amplificazione delle onde sonore, il timpano costituisce una vera e propria barriera fisica che divide l’orecchio esterno da quello medio e interno. Una sua perforazione, anche minima, è una condizione patologica da non sottovalutare, poiché potrebbe aprire la strada a batteri e infezioni che potrebbero raggiungere indisturbate le delicate strutture dell’orecchio interno. Le cause di una perforazione timpanica possono essere molteplici:

  • Una scorretta igiene delle orecchie: nonostante l’utilizzo dei cotton fioc per la rimozione del cerume sia una pratica estremamente diffusa, sappiamo che la sua applicazione è sbagliata e può comportare la lacerazione o la perforazione del timpano. Quando si puliscono le orecchie è molto importante farlo nel modo più delicato possibile, proprio per evitare questo spiacevole inconveniente
  • Un urto o un trauma improvviso: se centrati sull’orecchio possono indurre perforazioni anche gravi del timpano con perdita parziale (talvolta solo momentanea) della funzione uditiva
  • Immersioni a profondità medio-alte: già intorno ai 6-7 metri di profondità è importante compensare in modo corretto. Se la compensazione non viene eseguita con regolarità la perforazione della struttura timpanica è una delle prime conseguenze a manifestarsi

Quali sono le conseguenze di un timpano perforato?

Uno dei primi sintomi che possono far pensare a una perforazione del timpano sono il dolore acuto (localizzato nella parte interna dell’orecchio) e una sensazione di sordità unilaterale. Talvolta, uno dei sintomi rivelatori del timpano perforato, è l’improvvisa comparsa di ronzii o acufeni. La sospetta perforazione del timpano è una condizione che deve mettere immediatamente in allarme il paziente, poiché può avere conseguenze anche permanenti sull’udito. Questa, se trascurata, può facilitare infatti l’ingresso di batteri nelle regioni più interne dell’orecchio, causando gravi e fastidiose otiti o altre infezioni difficili da debellare quando si presentano ad uno stadio molto avanzato. È bene dunque, se si sospetta una perforazione della struttura timpanica, prenotare immediatamente un consulto da un medico specialista che, mediante visita otoscopica, valuterà lo stato di salute dell’orecchio. Il danneggiamento della membrana timpanica è una condizione che si manifesta in modo molto chiaro durante una visita specialistica, poiché una delle sue caratteristiche più evidenti consiste nella comparsa di sangue sui bordi della sua struttura esterna. A seconda della gravità della lesione, l’otorinolaringoiatra saprà stabilire una terapia opportuna e, in caso di danni all’udito, svolgerà test audiometrici per valutarne l’entità.

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