Come curare l’ipoacusia

Quando pensiamo all’ipoacusia, cioè a una diminuzione della capacità uditiva, immaginiamo una patologia che colpisce solo chi è avanti con l’età, generalmente curabile con l’utilizzo di apparecchi acustici. In realtà, l’ipoacusia non è causata solo dall’invecchiamento e può presentarsi a ogni età: si stima infatti che in Italia siano 7 milioni le persone colpite da questa patologia. I trattamenti disponibili per la cura dell’ipoacusia sono tanti quante sono le cause della malattia, per cui non esiste una terapia universale, ma più rimedi in grado di alleviare o far scomparire la perdita dell’udito.

Terapie farmacologiche

Le terapie farmacologiche sono un trattamento efficace per contrastare l’ipoacusia originata da malattie batteriche o virali che hanno portato all’infiammazione dell’orecchio medio. Un’otite media acuta può infatti provocare una lesione del timpano, una membrana che, se perforata, genera una riduzione della capacità uditiva dell’orecchio colpito. Se la perforazione è di piccole dimensioni può rigenerarsi spontaneamente, ma nel frattempo l’otite va trattata con antibiotici e antivirali. L’utilizzo di cortisonici o mucolitici è invece consigliato in caso la riduzione dell’udito dipenda dalla presenza di un tappo di cerume.
I trattamenti farmacologici a base cortisonica o diuretica sono indicati anche in caso di ipoacusia improvvisa, un forte e repentino peggioramento dell’udito senza cause apparenti.
A volte, l’ipoacusia può essere la conseguenza di un’altra malattia, come il diabete o l’ipertiroidismo: in questi casi, la terapia farmacologica riduce l’ipoacusia agendo sulla patologia che l’ha generata.

Intervento chirurgico

Un intervento chirurgico può rivelarsi risolutivo in caso di ipoacusia generata da otite media cronica e otosclerosi. Quando l’otite media acuta non accenna a guarire per settimane, nonostante la terapia farmacologica, la malattia diventa cronica, portando a perforazioni del timpano che non possono più guarire autonomamente: bisogna quindi intervenire con un intervento di ricostruzione del timpano, la timpanoplastica. In caso l’infezione abbia danneggiato anche la catena degli ossicini, una struttura dell’orecchio medio formata da martello, incudine e staffa, anch’essa può essere ricostruita con un intervento chirurgico mirato.
L’otosclerosi è invece una malattia caratterizzata da un progressivo calo dell’udito, causato dalla ridotta mobilità della staffa, uno degli ossicini dell’orecchio medio deputati alla trasmissione del suono. L’intervento consiste nella stapedoplastica, la rimozione di parti di staffa che vengono poi ricostruite con delle protesi, in modo da ripristinare un’efficace trasmissione del suono.
L’intervento chirurgico in grado di contrastare l’ipoacusia da otite cronica sieromucosa è il drenaggio transtimpanico. L’operazione consiste in una piccola incisione nella membrana del timpano, nella quale viene inserito un tubicino, per consentire una corretta ventilazione dell’orecchio medio e l’eliminazione del denso muco che è causa dell’ipoacusia. L’otite cronica sieromucosa è più frequente nei bambini.

Protesi acustiche

Tra i rimedi per l’ipoacusia troviamo infine le protesi acustiche. Gli apparecchi acustici sono un valido alleato di chiunque soffra di ipoacusia e non possa affrontare o trarre benefici da interventi chirurgici e terapie farmacologiche. Può ricorrere infatti alle protesi acustiche anche chi soffre di perdita dell’udito causata dall’esposizione prolungata a rumori troppo forti, dall’avanzare dell’età o da fattori genetici. Il funzionamento di un apparecchio acustico è semplice. Tutti i modelli sono formati da un microfono, un processore o amplificatore e un altoparlante che trasmette i suoni all’orecchio. Partendo da queste tre componenti essenziali, vengono realizzati tutti i tipi di protesi acustiche in commercio, classificate in endoauricolari, retroauricolari e con ricevitore nel canale. Gli apparecchi endoauricolari vengono realizzati su misura per adattarsi al canale uditivo del paziente, garantiscono un comfort ottimale e possono risultare quasi invisibili, mentre i retroauricolari si posizionano dietro l’orecchio e inviano i suoni all’orecchio tramite un tubicino. I retroauricolari con ricevitore nel canale sono più piccoli e discreti dei normali retroauricolari, perché il ricevitore si trova già nel condotto uditivo.

Identificare e combattere l’ipoacusia è possibile: un semplice controllo dell’udito può aprire la strada per tornare a sentire bene e vivere appieno la tua giornata.

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