Sordità parziale e difficoltà a percepire i suoni acuti

L’ipoacusia, ovvero il calo delle capacità uditive, può avere diverse cause e manifestarsi secondo modalità molto differenti. Tra i sintomi più caratteristici di questo disagio invalidante rientra la difficoltà, in alcune situazioni particolari, a percepire i suoni in modo chiaro. Solitamente il soggetto che soffre di ipoacusia si rende conto del suo problema quando si trova in contesti particolarmente rumorosi e affollati, oppure in ambienti in cui è presente il riverbero del suono. I dialoghi fatti sottovoce e le conversazioni al telefono diventano difficili da seguire oppure, come accade in un particolare tipo di ipoacusia, la criticità si manifesta solo in presenza di suoni acuti. Si parla, in questo caso, di sordità parziale che, non di rado, si accompagna anche a un fastidioso fischio all’orecchio, che prende il nome di acufene.

Cause dell’ipoacusia alle alte frequenze

Le cause dell’ipoacusia alle alte frequenze, cioè della sordità parziale che si manifesta esclusivamente in presenza di suoni acuti, sono da attribuire a un danneggiamento alle cellule ciliate che si trovano alla base di una importante componente dell’orecchio interno: la coclea. Nel caso della sordità parziale il danno è limitato solo a questa porzione della coclea mentre le cellule presenti nelle altre zone e destinate all’elaborazione dei toni bassi sono completamente integre e funzionanti. I suoni gravi, di conseguenza, vengono perfettamente percepiti. Molto spesso la sordità parziale è legata alla presbiacusia e va di pari passo, quindi, con il calo dell’udito legato all’invecchiamento fisiologico dell’apparato uditivo. In questo caso la soglia uditiva cala progressivamente ed è spesso determinata da una diminuita funzionalità del nervo acustico o dell’orecchio interno. Le cellule ciliate, infatti, a partire dai 60 anni di età iniziano ad andare incontro a una perdita significativa. Le cause dell’ipoacusia alle alte frequenze possono essere individuate anche in un danno dovuto all’esposizione a rumori eccessivamente intensi. Alcune malattie infettive, come la meningite o la rosolia, sono altrettanto responsabili di danni importanti al nervo acustico o alle cellule ciliate. La Sindrome di Méniere che, oltre alla difficoltà a percepire i suoni acuti si manifesta anche con vertigini e acufeni, così come l’aumento di volume di eventuali neurinomi del nervo acustico, possono essere ulteriori cause dell’ipoacusia alle alte frequenze.

I rimedi

Prenotare una visita di controllo presso un otorino è il primo passo da fare quando si riscontrano i sintomi iniziali dell’ipoacusia. Lo specialista valuterà il calo della sensibilità uditiva e le cause che ne sono alla base sia con una visita sia con le apposite strumentazioni. Purtroppo, dal momento che le cellule ciliate non si rigenerano, l’ipoacusia alle alte frequenze è irreversibile. Tuttavia la tecnologia può far molto per restituire una buona qualità di vita a chi soffre di questo disagio. Solitamente, per questo tipo di sordità, viene suggerito l’impiego di apparecchi acustici personalizzati a seconda del deficit e adatti alle singole esigenze uditive. Le soluzioni di questo tipo sono ormai molto avanzate ed è possibile orientarsi su apparecchi acustici retroauricolari così come su quelli endoauricolari. Ultimamente sono disponibili anche apparecchi acustici di ultima generazione che impiegano tecnologie d’avanguardia e che, oltre a garantire una grande semplicità di uso sono praticamente invisibili.

Identificare e combattere l’ipoacusia è possibile: un semplice controllo dell’udito può aprire la strada per tornare a sentire bene e vivere appieno la tua giornata.

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