Soffrire di ipoacusia: definizione di un problema diffuso

L’indebolimento del sistema uditivo, che può derivare da diversi fattori scatenanti, genera nella persona colpita la patologia dell’ipoacusia ossia una diminuita percezione uditiva rispetto ad un normo-udente. L’abbassamento dell’udito, escludendo i casi di traumi o sordità improvvise, è un fenomeno lento e progressivo spesso legato all’avanzamento dell’età. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OSM) stima che circa il 16% della popolazione mondiale soffra di ipoacusia, di cui 1 persona su 3 over 60. In Italia più di 7 milioni di persone sono affette da questo problema.

Come riconoscere l’ipoacusia: sintomi comuni e grado di perdita uditiva

Chi soffre di ipoacusia senza saperlo, spesso afferma di sentire ma ammette di non riuscire a capire bene taluni suoni (ad es. T, SH, S o alcune consonanti come P, K, F, H). Oppure, ancora più frequentemente, le persone tendono a non fare caso a lievi cali uditivi. Il sintomo più comune che rivela un abbassamento dell’udito è la difficoltà a percepire suoni in determinate situazioni o ambienti. Si tende ad alzare sempre più il volume di radio e TV, si fatica a conversare in luoghi affollati (come al supermercato) o al telefono, non si percepiscono le parole dette sottovoce o in luoghi riverberanti (come in chiesa). Tutti questi campanelli d’allarme sono indice di un calo uditivo. I gradi di perdita uditiva si misurano in decibel (dB). Fino a 20 decibel l’udito viene considerato normale; si parla di ipoacusia quando il deficit va dai 20 ai 90 decibel, se i suoni vengono percepiti solo oltre i 90 dB vi è una perdita grave e si parla di sordità. L’ipoacusia, a sua volta, si distingue in lieve (difficoltà a comprendere le parole in un ambiente rumoroso), moderata, severa e profonda (non è possibile comunicare senza un apparecchio acustico perché si percepiscono solo i rumori molto forti).

Cause dell’ipoacusia e fattori di rischio del sistema uditivo

In generale, l’ipoacusia si distingue in congenita e acquisita. Nel primo caso, l’abbassamento dell’udito è dovuto a fattori ereditari (otosclerosi), da deficit di sviluppo durante la gravidanza o a malformazioni del canale uditivo. Nel secondo caso, la diminuzione dell’udito insorge dopo la nascita ed è legata a cause diverse. Oltre al normale invecchiamento del sistema uditivo, numerosi fattori di rischio possono far insorgere l’ipoacusia. Ad esempio una malattia, come infezioni virali (otiti) o batteriche (labirintite), sclerosi multipla, disturbi circolatori legati al diabete od eventi traumatici (fratture); l’abuso di farmaci ototossici, come antibiotici e diuretici; l’abuso di alcool e fumo.

Ipoacusia da rumore, non solo una malattia professionale

L’esposizione a rumori intensi genera, invece, ipoacusia da trauma acustico. Può essere occasionale (in seguito a spari o allo scoppio di petardi) o prolungata nel tempo (sul luogo di lavoro o per l’ascolto di musica ad alto volume). L’esposizione prolungata in ambito lavorativo ( ad es. provocata da macchinari industriali) rappresenta, da solo, il 40% dei casi di malattie professionali (fonte INAIL). Nel caso in cui non si riesca a ridurre l’esposizione al rumore con accorgimenti tecnici od organizzativi, il datore di lavoro è tenuto a fornire al lavoratore dei dispositivi di protezione acustica individuali detti otoprotettori (ad es. tappi antirumore).

A chi rivolgersi, quali esami effettuare e come farsi aiutare in caso di ipoacusia

In caso di abbassamento dell’udito è importante rivolgersi immediatamente al medico per una diagnosi precoce delle cause ed una valutazione della gravità del problema. L’otorinolaringoiatra e l’audiologo sono gli specialisti di riferimento. Fondamentale per la diagnosi dell’ipoacusia è l’audiometria tonale (o esame audiometrico). Durante l’esame (assolutamente indolore) si ricerca la soglia minima di udibilità cioè la minima pressione sonora di un suono per essere udito. La curva dell’audiogramma esprimerà la capacità uditiva. Sentire bene è fondamentale per una buona qualità della vita, sia per i giovani che per i meno giovani. Esperti del settore sapranno indicare la scelta dell’apparecchio acustico più adatto alle esigenze individuali. Invisibili, retroauricolari, ricaricabili, open fitting: le protesi high-tech di ultima generazione, funzionali e discrete, garantiscono massimi benefici in ogni situazione d’ascolto.

Identificare e combattere l’ipoacusia è possibile: un semplice controllo dell’udito può aprire la strada per tornare a sentire bene e vivere appieno la tua giornata.

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