Cos’è l’ipoacusia neurosensoriale?

L’ipoacusia neurosensoriale si identifica con un calo dell’udito che riferisce a due cause distinte: da un lato la riduzione è sensoriale, quindi legata ad un problema che nasce nell’orecchio interno, ovvero nella coclea, dall’altra ad un malfunzionamento del nervo dell’udito, quindi ad una problematica di tipo neurale.
Sino a qualche decennio fa, l’ipoacusia neurosensoriale veniva comunemente definita come ipoacusia neurale. In realtà, diversi studi hanno dimostrato come tale patologia o problematica, nasce più spesso per perdite che si verificano nella coclea e non a causa di deficit che interessano il solo nervo dell’udito. Gli ultimi studi hanno dimostrato che è più corretto parlare di sordità neurosensoriale: orecchio interno e coclea sono da considerarsi, assieme al nervo acustico, come un’unica struttura che per funzionare deve agire in perfetta sinergia.

Ipoacusia neurosensoriale bilaterale e monolaterale: cause

L’ipoacusia neurosensoriale, esattamente come ogni altro genere di ipoacusia, può essere bilaterale o monolaterale. L’ipoacusia neurosensoriale bilaterale si caratterizza per interessare entrambe le orecchie. Essa si distingue in ipoacusia neurosensoriale simmetrica o asimmetrica: la distinzione fra le due tipologie di abbassamento dell’udito è misurata dal tipo di compromissione di ogni singolo orecchio. Se le orecchie hanno lo stesso grado di abbassamento dell’udito allora l’ipoacusia si dice simmetrica, nel caso in cui la compromissione varia da un orecchio all’altro, allora l’ipoacusia sarà asimmetrica.

Le cause dell’ipoacusia neurosensoriale bilaterale o monolaterale possono essere molto varie. A seconda delle cause che hanno prodotto l’ipoacusia neurosensoriale essa può essere classificata in modi molto differenti.
Quando l’ipoacusia è scatenata da mutazioni genetiche essa è definita genetica. Dagli studi sull’ipoacusia sono stati identificati 40 geni in grado di provocare sordità. Esempi sono la patologia di Charcot-Marie-Tooth e la sindrome di Muckle-Wells.

Se invece l’abbassamento dell’udito si presenta sin dalla nascita allora l’ipoacusia è definita congenita, provocata spesso da rosolia, citomegalovirus o toxoplasmosi contratte dalla gestante.
L’abbassamento dell’udito può essere prodotto nella maggior parte dei casi anche dall’età: in questo caso l’ipoacusia è definita presbiacusia.
L’ipoacusia può dirsi anche acquisita quando intervengono diversi fattori, quali l’età (presbiacusia), l’esposizione continua a rumori, infezioni batteriche, otosclerosi, problemi vascolari e farmaci ototossici.

In ultimo si verificano con estrema frequenza anche casi di ipoacusia neurosensoriale improvvisa. Si tratta di un abbassamento dell’udito, che come dice lo stesso termine è improvviso. La sensazione che si ha quando si è colpiti da ipoacusia neurosensoriale improvvisa è quella di una caduta dell’udito che si materializza nel giro di pochi secondi, durante i quali l’orecchio sembra quasi essere anestetizzato. Essa è provocata da Herpes Zoster o anche forte stress. La situazione può rientrare nel giro di 24 ore oppure restare inalterata e persistente, sino a provocare la totale perdita dell’udito.

I sintomi dell’ipoacusia neurosensoriale bilaterale o monolaterale

I sintomi dell’ipoacusia neurosensoriale possono essere differenti a seconda che essa sia bilaterale o monolaterale. Nel primo caso la difficoltà è nella comprensione delle parole durante i dialoghi, anche nel momento in cui il volume del parlato sembra essere alto. Quando l’ipoacusia è monolaterale, invece, la difficoltà maggiore si ha nella comprensione delle parole in ambienti molto rumorosi, all’interno dei quali si ha difficoltà a localizzare i suoni.

La cura dell’ipoacusia neurosensoriale

La cura per l’ipoacusia neurosensoriale, differisce a seconda che essa sia bilaterale o monolaterale.
In caso di ipoacusia neurosensoriale bilaterale, sia lieve che moderata, è efficace l’utilizzo di protesi acustiche. Nel caso di perdite severe, invece, le protesi possono non essere di alcun aiuto: in questo caso potrebbe essere efficace l’impianto cocleare, innestato chirurgicamente all’interno dell’orecchio interno.

Quando l’ipoacusia neurosensoriale è monolaterale, di media o severa entità, invece, si utilizza la protesi acustica. Ovviamente, tali strumenti sono efficaci nel caso in cui vi sia un certo livello di udito residuo, pertanto sono inutili in caso di sordità profonda. In quest’ultimo caso si può ricorrere a protesi ad ancoraggio osseo, ovvero impianti che trasmettono il suono non mediante il nervo uditivo ma mediante l’osso.

Identificare e combattere l’ipoacusia è possibile: un semplice controllo dell’udito può aprire la strada per tornare a sentire bene e vivere appieno la tua giornata.

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