Che cos’è la sordità rinogena

La sordità rinogena è un’ipoacusia trasmissiva che produce un abbassamento dell’udito. Solitamente essa nasce a seguito di un’otite media catarrale, la quale è caratterizzata dalla presenza, per un periodo di tempo di almeno tre mesi, di liquido nell’orecchio medio. La sua natura, rende quest’abbassamento dell’udito frequente fra i più piccoli: sono solitamente i bambini di età compresa fra i 3 e gli 8 anni ad esserne più colpiti, i quali nell’80% dei casi presentano una sordità rinogena di tipo bilaterale. Oltre ai bambini, la sordità rinogena, anche detta ipoacusia tubo-timpanica, si presenta sovente anche negli anziani.

Le cause della sordità rinogena

Una delle prime cause della sordità rinogena è da ricercarsi nel malfunzionamento della tuba uditiva o di Eustachio. Quando essa non funziona come dovrebbe, all’interno dell’orecchio medio si può accumulare liquido, il quale produce a sua volta l’otite sieromucosa.
L’otite sieromucosa compare nel bambino per molteplici cause: è possibile che essa sia scatenata da un’ipertrofia adenoidea o un’allergia nasale, mentre nell’adulto essa può essere provocata da faringiti, riniti, sinusiti o deviazioni del setto.

I sintomi della sordità rinogena: come riconoscerla

Quando le otiti o le altre patologie nasofaringee non sono curate in maniera adeguata possono cronicizzare. Fra i sintomi della sordità rinogena vi è l’otalgia, che può presentarsi come dolore all’orecchio anche senza febbre. Sono più che altro i genitori oppure gli insegnanti a notare che il piccolo ha un abbassamento dell’udito: ad esempio il bambino comincia ad aumentare il volume del televisore o chiede spesso di ripetere ciò che gli è stato detto, come se non avesse sentito per distrazione. A scuola fa errori soprattutto nel dettato e appare distratto.
Nei bambini, la mancata cura dell’otite media catarrale mediante cura farmacologica, termale o chirurgica, può anche portare a situazioni irreversibili. I più piccoli possono sviluppare, se non curati, disturbi del linguaggio.

Cura per la sordità rinogena

Per eseguire una buona diagnosi per la sordità rinogena è indispensabile ricorrere ad un test impedenziometrico. L’indagine impedenziometrica risulta, ad oggi, lo strumento più efficace per comprendere a fondo la funzionalità della tuba di Eustachio. Una volta individuato il problema si deve procedere con il ripristino della ventilazione ottimale dell’orecchio medio. Ciò è utile per risolvere il processo flogistico ma soprattutto il drenaggio del versamento di liquido all’interno del timpano. Una volta risolto il drenaggio si recupera completamente la funzione dell’udito.

Una cura efficace risulta essere la terapia termale, che consiste in inalazioni, insufflazioni alla tuba di Eustachio, ma anche vaporizzazioni e politzer. Di norma, quando vi è un problema di otite media catarrale con conseguente sordità rinogena la terapia termale risulta essere la prima forma di cura consigliata. La terapia termale, infatti, restituisce permeabilità alla tuba e il trofismo della mucosa rinofaringea.

Durante la terapia termale il paziente è sottoposto ad acque sulfuree salso-bromo-iodiche-magnesiache, le quali entrano in contatto con la mucosa rinofaringea mediante le vie aeree: esse curano e proteggono la tuba quando si è affetti da patologie alle vie respiratorie inferiori o superiori.
In particolare è l’elemento salsobromo-iodico che favorisce il lavaggio delle mucose, fluidifica le secrezioni e riduce la carica batterica presente all’interno dell’orecchio medio. La componente bromo-iodica, per giunta, svolge una potente azione antisettica, mentre lo zolfo produce effetti farmacologici e terapeutici, in particolare è utilizzato come trattamento mucolitico e antinfiammatorio.
Benefici simili, possono essere ottenuti mediante le inalazioni da aerosol, a base di cortisonici e mucolitici.

Identificare e combattere l’ipoacusia è possibile: un semplice controllo dell’udito può aprire la strada per tornare a sentire bene e vivere appieno la tua giornata.

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