Che cos’è la cupololitiasi

La cupololitiasi, conosciuta anche come canalolitiasi o Vertigine Parossistica Posizionale Benigna, in acronimo VPPB, è una patologia, definibile in maniera più appropriata come un disturbo meccanico dell’orecchio interno. Il disturbo prende forma proprio nell’orecchio interno, dove le piccole concrezioni di carbonato e ossalato di calcio situate all’interno della cupola che riveste l’apparato ciliare e deputati a gestire l’equilibrio umano in movimenti quali “su-giù” e “avanti-indietro”, si staccano dalla loro sede naturale per spostarsi nei canali che invece gestiscono l’equilibrio durante gli spostamenti angolari. Stimolando i recettori angolari non fanno altro che generare nel paziente l’illusione di un movimento rotatorio che in realtà non esiste.
La natura di tale disturbo genera una vertigine intensa ma di breve durata che si genera quando il paziente muove la testa.

Vertigine parossistica posizionale benigna: le cause

Le cause delle vertigini posizionali possono essere molteplici e in buona parte sono anche ignote. Nella maggior parte dei casi la canalolitiasi è riconducibile a incidenti, traumi cranici o stress prolungato. Si è notata una maggiore incidenza del disturbo in soggetti che hanno familiarità con esso, ma oltre all’ereditarietà un fattore scatenante potrebbe essere l’idrope sacculare o il ricambio fisiologico degli otoconi. La malattia non incide sul fisico minimamente, ma, frenando per un tempo abbastanza lungo la vita normale del paziente, può dare riscontri di natura psicologica, che potrebbero a loro volta rallentare di molto la guarigione. La cupololitiasi recidiva è considerato un disturbo comune e frequente.

Quali sono i sintomi

I giramenti di testa costituiscono i sintomi più rappresentativi della canalolitiasi. La crisi vertiginosa prodotta dalla VPPB è fortissima e coglie il paziente in qualsiasi momento della giornata, anche durante il riposo notturno. La sensazione che si avverte è quella che gli oggetti intorno ruotino in senso orario o antiorario intorno al corpo. A seconda dell’orecchio colpito i giramenti di testa divengono più acuti quando si ruota la testa verso il lato interessato.
Trattandosi di vertigini posizionali il paziente dovrebbe essere consapevole che i giramenti di testa si attenuano compiendo movimenti con la testa lenti. Compiendo movimenti veloci, infatti, si innescano vertigini che rendono il paziente propenso a non muoversi per non avvertire nuovamente una vertigine.
Solitamente ciò avviene quando il paziente tenta di alzarsi dal letto e avvertendo una vertigine si muove velocemente per rimettersi steso: ciò provoca una nuova vertigine.
Fra i sintomi oltre alle vertigini di breve durata vi è la nausea, disturbi della vista, ed anche se raramente anche pre-sincope, sincope o vomito.

La cura per la cupololitiasi

Le principali cure per la cupololitiasi consistono in manovre liberatorie messe in atto da un fisioterapista. Il medico, infatti, farà muovere il paziente in maniera tale da liberare i canali dell’orecchio dagli otoliti accumulati. Fra le manovre più utilizzate vi è quella chiamata di Semont, che deve il suo nome all’ideatore francese che l’ha ideata.
Il paziente può anche mettere in atto in casa la cosiddetta manovra di Brandt-Daroff, che deve essere ripetuta al mattino ed alla sera per almeno tre settimane. Il paziente, con un aiuto, partendo da una posizione seduta sul letto, deve inclinare il corpo fino a toccare con la spalla il materasso. La testa deve mantenersi in linea con la colonna vertebrale. Questa posizione deve essere mantenuta per trenta secondi.
Si tornerà quindi in posizione seduta che sarà mantenuta per altri trenta secondi. L’esercizio dovrà essere ripetuto anche sul lato sinistro.

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