L’infarto auricolare, un problema diffuso ma poco conosciuto

L’infarto auricolare è una patologia importante, che richiede innanzitutto una grande tempestività di intervento per essere curata efficacemente. Si tratta di una sordità improvvisa e totale che coinvolge un orecchio. Spesso le persone che ne sono colpite lamentano anche vertigini e una fastidiosa sensazione, come se l’orecchio fosse stato anestetizzato.

Riconoscere i sintomi

I sintomi di un infarto auricolare sono immediatamente riconoscibili: questo può aiutare i medici ad effettuare trattamenti tempestivi che possono salvare l’udito. Il sintomo più importante è una sordità immediata e totale ad un orecchio, accompagnata spesso da vertigini e acufeni, cioè suoni o ronzii interni che possono essere continui o intermittenti.
L’abbassamento dell’udito può essere solo temporaneo e prolungarsi per un massimo di 24 ore: è questo il caso più diffuso, in cui la situazione torna alla normalità progressivamente e con un recupero totale delle facoltà uditive. In alcuni casi, tuttavia, la sordità è persistente e va trattata nel modo più adeguato da personale medico specializzato per evitare la perdita totale dell’udito.

Le cause più comuni.

La comunità scientifica non ha ancora riconosciuto l’effettiva causa dell’infarto auricolare, ma è possibile individuare i tre fattori scatenanti più comuni.
Il termine “infarto” richiama immediatamente una deficienza circolatoria che può interessare i vasi sanguigni dell’orecchio. In questo caso si parla più precisamente di infarto cocleare, poiché un problema circolatorio può interessare i vasi che apportano sangue alla chiocciola e provocare un vero e proprio infarto. Poiché nella chiocciola si concentrano le terminazioni nervose che permettono di elaborare i suoni, l’infarto provoca l’immediata sordità.
Un’altra causa plausibile è quella virale: in alcuni pazienti sono state infatti trovate tracce di infezione causata dal virus dell’Herpes Zoster, responsabile anche di altre numerose patologie.
L’ultimo fattore da non sottovalutare, e forse l’unico che può essere oggetto di prevenzione, è lo stress. Gli studi dimostrano infatti che le diverse categorie di pazienti che più comunemente sono colpite da infarto auricolare hanno tutte in comune alti livelli di stress. Quest’ultimo agisce in effetti in modo subdolo sull’organismo, portando ad importanti alterazioni della circolazione sanguigna ed a pericolosi abbassamenti delle difese immunitarie.

Le cure

Come detto in precedenza, per questo tipo di patologia è fondamentale un intervento specializzato tempestivo. Questo può nella maggior parte dei casi consentire al paziente il completo recupero dell’udito. La terapia farmacologica endovena si rivela efficace in un gran numero di casi, e combina principalmente l’azione dei vasodilatatori con quella del cortisone, a cui possono unirsi gli antivirali nel caso in cui si riscontrino infezioni.
Ottimi risultati si ottengono anche con l’utilizzo della terapia iperbarica.
La collaborazione attiva dei pazienti è importantissima e contribuisce alla buona riuscita delle cure: è fondamentale, infatti, ridurre le cause di stress e condurre una vita più serena.
Se l’intervento medico è efficace, i pazienti recuperano l’udito totalmente o parzialmente, ma solitamente con percentuali superiori all’80%.
Prestare la giusta attenzione alle patologie dell’udito e ai segnali che l’organismo ci invia è la strada migliore per avere un’ottima qualità di vita. Controlli periodici e riduzione dello stress possono aiutare a prevenire patologie importanti e potenzialmente invalidanti come l’infarto all’orecchio. In ogni caso, l’intervento medico e le giuste terapie sono fondamentali per un recupero completo.

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